191138784 03689703 2ea3 4e46 97e7 65b14eac211f

Covid e scontri in piazza, Scalfarotto: “Ai politici che soffiano sul fuoco dico basta. Le violenze sono inaccettabili”

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

191138784 03689703 2ea3 4e46 97e7 65b14eac211f

Ivan Scalfarotto, sottosegretario all’Interno, è preoccupato per la tensione che cresce nelle piazze?

“Mi preoccupa perché siamo in una situazione molto delicata. Che richiede la massima attenzione e grande senso di responsabilità. Da più di un anno il Covid ha costretto l’Italia ad affrontare e a vivere un’emergenza impensata, inaudita, difficilissima per tutti. Sia da un punto di vista sanitario – con oltre 100mila morti finora -, sia da un punto di vista economico – con 1 milione di posti di lavoro persi. La rabbia e il disagio dei cittadini sono comprensibili, ci sono strati di società allo stremo. Ma un conto sono le proteste pacifiche, a cui bisogna dare risposte adeguate, e un conto è la violenza. La violenza è inaccettabile e non è mai la soluzione”.

Tafferugli a Montecitorio: ambulanti, ristoratori e commercianti protestano per le restrizioni anti Covid. Tensione a Milano

Gli incidenti di ieri di fronte a Montecitorio. Che cosa ha pensato?

“Che con la violenza, appunto, non si ottiene niente. Lo dico anche a quei politici che, irresponsabilmente, anzichè mandare messaggi di fiducia, soffiano su paura e disperazione. Chi specula sul disagio – che, ripeto, merita rispetto – della gente, per calcolo politico e per trarne un vantaggio personale non aiuta il Paese ma lo danneggia. Voglio ringraziare le forze dell’ordine che ieri hanno fatto un lavoro straordinario gestendo la situazione con grande intelligenza”.

Roma, tensione alla manifestazione dei commercianti a Montecitorio: gli scontri con la polizia

E’ molto probabile che le proteste continueranno ed episodi come quello di ieri possano ripetersi. Come risponderà il governo?

“Diciamo che per ora si tratta di casi isolati. Nel senso che la stragrande maggioranza degli italiani ha dato prova di maturità e di buon senso davanti alle crescenti difficoltà legate all’epidemia e a tutto ciò che essa a ha comportato e comporta. Il governo farà due cose: darà risposte a chi ha più bisogno, e penso ai lavoratori non protetti, cioè che non hanno stipendio fisso. E però risponderà in modo fermo, democraticamente fermo, a chi cercherà di trasformare la rabbia in violenza. E’ giusto sterilizzare le ragioni della protesta con azioni e aiuti concreti, ma è anche dovere dello Stato far rispettare i valori della legalità e della sicurezza dei cittadini, che non sono negoziabili”.

Sei mesi fa la violenza del fronte negazionista, no mask, no vax, estremismo politico, ultrà, criminalità organizzata, esplose in diverse piazze. E’ uno scenario che rischia di ripetersi. Che cosa è cambiato in questi sei mesi?

“C’è un effetto psicologico paradossale. E’ sempre così: più sei vicino alla fine di una sofferenza e più sei impaziente e insofferente. La fase che stiamo vivendo è proprio questa. Adesso abbiamo i vaccini, che allora non avevamo. Abbiamo iniziato a vedere la luce e sappiamo che nel giro di qualche mese ne saremo fuori. Normale, purtroppo, che dopo tutto questo tempo in cui abbiamo limitato le nostre vite, i nostri spazi, il lavoro, gli animi siano esasperati. Una classe dirigente responsabile dovrebbe sottolineare che siamo alla fine del tunnel, che grazie ai progressi della scienza nel giro di poco potremo tornare a vite normali. Poi, certo, ci sarà da ricostruire e ripensare l’economia. E sarà un lavoro immane. Chi lancia messaggi in altra direzione, per sfruttare la crisi sociale, è irresponsabile”.

Torniamo al rischio infiltrazioni. Lo ha certificato l’ultimo rapporto degli apparati di prevenzione. Ci sono attori, in primis i gruppi di estrema destra, che cavalcano le proteste contro le chiusure per cercare visibilità, spazi, consensi. Come state monitorando il fenomeno?

“Con estrema attenzione. Il neofascismo che rialza la testa, anche sfruttando la situazione Covid, è un fenomeno sul quale bisogna vigilare, non minimizzare. Rappresenta un pericolo per i valori democratici. La nostra Repubblica – lo sottolineo con forza – è nata sui valori dell’antifascismo. Inclusione, rispetto, difesa dei diritti, parità, non violenza. L’esatto opposto del fascismo. Il punto è che i fascisti trovano terreno fertile in una società fragile. Quando la società è sana le erbacce invece non attecchiscono. Le risposte sociali, oltre all’applicazione delle leggi e di ciò che è scritto nella Costituzione antifascista e anti-razzista, sono la migliore risposta per togliere terreno a questi gruppi”.

Estremisti di destra e ultrà, ecco chi soffia sul fuoco dell’Italia che non incassa

In piazza Montecitorio a fomentare la protesta dei ristoratori c’era anche CasaPound, un movimento a processo per violenze e tentata ricostituzione del partito fascista.

“Questo ci deve far riflettere, e vale il discorso che ho fatto prima. Lo Stato deve fare lo Stato, e serve poi un grande lavoro culturale sui valori imprescindibili e fondamentali della democrazia. I fascisti sono allergici a questi valori. Loro sono per l’intolleranza, la violenza, la discriminazione”.

A proposito di contrasto all’odio: il dibattito sulla legge Zan, che lei ha contribuito a scrivere, è sempre molto acceso. In Senato la Lega vuole bloccarla. Come finirà la partita?

“Mi auguro che questa legge venga approvata all’unanimità. E sa perché? Perché il suo valore non sta solo nella norma penale, ma nel fatto che le due camere del Parlamento – che rappresentano i cittadini – approvandola esprimerebbero una posizione netta su misoginia, omolesbotransfobia e abilismo. Una legge contro i crimini d’odio dovrebbe essere una battaglia di tutti. E ricordo per altro che la legge Zan non tutela solo la comunità Lgbt ma anche le donne e i disabili”.

Omofobia, slitta ancora la calendarizzazione della discussione della legge Zan in Senato

Infine, il piano vaccinale. Al netto dei ritardi fin qui accumulati, lei è fiducioso o no?

“Lo sono. L’arrivo del vaccino monodose Johnson&Johnson darà una bella svolta. Finalmente adesso abbiamo un piano vaccinale. E’ vero: ci sono stati degli stop and go, ma la situazione sta migliorando, e avremo risultati molto incoraggianti. Io sono gay. Per l’Aids, una malattia che ha falcidiato la nostra comunità, dopo 30 anni non c’è ancora un vaccino. Se penso che per il Covid in un anno è arrivato, non posso che essere felice e fiducioso”.



Go to Source