Covid, Gimbe: decessi in calo: -16% in 7 giorni. Ancora 5,1 milioni i non vaccinati: giuù le dosi over 50 non convinti. Giù le dosi per i 5-11enni (-41,7%)

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Continua a diminuire la pressione dei pazienti Covid sulle strutture sanitarie. Dal 9 al 15 febbraio si è registrato un calo del 14,9% dei pazienti ricoverati in area medica e un calo del 18,7% dei ricoveri in terapia intensiva.  Ma a diminuire, a livello settimanale sono finalmente anche i decessi: sono stati 2.172 negli ultimi 7 giorni (di cui 184 riferiti a periodi precedenti) -16,2% rispetto alla settimana precedente. Questi i dati del nuovo monitoraggio della Fondazione Gimbe. Si assiste anche a una netta flessione dei nuovi casi (-32,3%), ma c’è un netto calo dei tamponi del 27,8%.

Sono 5,1 milioni le persone, vaccinabili subito, senza nemmeno una dose e 2 milioni di guariti che lo saranno nei prossimi 6 mesi. Sul fronte dei nuovi vaccinati contro il Covid, rileva Gimbe, “non fa presa la stretta sui lavoratori over 50, a -43,8% negli ultimi 7 giorni”. Giù anche le vaccinazioni in fascia 5-11 anni (-41,7%). L’85,3% della popolazione ha ricevuto almeno una dose di vaccino e l’82,4% ha completato il ciclo vaccinale. Il tasso di copertura delle terze dosi all’85,7% con nette differenze regionali.

Nella settimana 9-15 febbraio, in tutte le Regioni ad eccezione della Sardegna, si rileva una riduzione percentuale dei nuovi casi di Covid-19, che va dal -2,3% del Molise al -47,9% della Valle d’Aosta. E, in 7 giorni, scendono da 70 a 14 le Province con incidenza superiore ai 1.000 casi di Covid-19 per 100.000 abitanti. Le 14 province sono: Oristano (1.409), Macerata (1.299), Siracusa (1.234), Fermo (1.209), Ascoli Piceno (1.199), Reggio di Calabria (1.176), Bolzano (1.147), Messina (1.115), Lecce(1.108), Sardegna(1.098), Cagliari(1.092), Rieti(1.044), Ancona(1.035) e Ragusa (1.001).

Cartabellotta: “Programmare vaccinazioni per autunno”

La discesa della quarta ondata insieme alle elevate coperture vaccinali e all’arrivo della primavera “permettono di guardare al futuro con ragionevole ottimismo, al netto di nuove varianti più contagiose o più gravi. Tuttavia, se da un lato questo permette di allentare progressivamente le restrizioni, dall’altro la consapevolezza della stagionalità del virus impone a Governo e Regioni di utilizzare i mesi di tregua per programmare la campagna vaccinale d’autunno, al fine di evitare nuove ondate di ricoveri e decessi, soprattutto in persone anziane e fragili”. Così il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. Cartabellotta sottolinea la necessità di “tenere in conto anzitutto, viste le attuali incertezze sulla durata della copertura della terza dose sulla malattia grave, dell’eventuale necessità di un richiamo prima del prossimo inverno”. E mette in evidenza che “i non vaccinati (anche se guariti) e i contagiati durante la quarta ondata che non hanno fatto il booster si ritroveranno nuovamente esposti al virus”. Da considerare anche, evidenzia “che il mancato decollo delle vaccinazioni nella fascia 5-11 anni non potrà che ostacolare il normale svolgimento delle lezioni per il prossimo anno scolastico”. Infine, con il verosimile termine dello stato di emergenza, “l’organizzazione della campagna vaccinale passerà interamente in mano alle Regioni, con il rischio di enfatizzare le attuali difformità in termini di performance. Ecco perché, al di là della querelle su Green pass e mascherine, è fondamentale – conclude Cartabellotta – volgere già adesso lo sguardo sullo scenario del prossimo autunno-inverno, verosimilmente caratterizzato dalla ripresa stagionale della circolazione virale parallela al declino delle coperture vaccinali”.

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