Covid, i dati settimanali: la curva dei contagi torna a scendere: -3%

Pubblicità
Pubblicità

Anche se di poco, i casi tornano finalmente a scendere dopo tre settimane di crescita (l’ultima era stata molto contenuta). Si tratta comunque di un segnale: l’ondata provocata dalla sottovariante di Omicron 2 cala. Lo fa lentamente ma si spera che i numeri nei prossimi giorni si riducano ancora, in modo più accentuato. Tra lunedì 28 e ieri i contagi sono stati 479.724 contro i 495.537 del periodo tra il 21 e il 27 marzo. Significa una riduzione del 3,1%, più o meno equivalente alla crescita certificata sette giorni fa (3,8%). L’ultimo monitoraggio della Cabina di regia, quello di venerdì scorso, aveva registrato un Rt di 1,24. Quel dato, che serve a tenere sotto controllo l’andamento dell’epidemia e viene calcolato sui dati di una decina di giorni prima, è quindi destinato a scendere alla prossima verifica. Dopo ben 10 settimane di calo, tornano invece a crescere i ricoveri in intensiva, anche se di poco. Del resto quel dato segue la tendenza della curva dei contagi con due o tre settimane di ritardo.

Il numero dei tamponi è stato praticamente stabile, visto che sono passati da 3,3 a 3,2 milioni.

Vaccino italiano, cure e tracciamenti: le promesse tradite della lotta al virus

In tredici Regioni e una Provincia dati in discesa

Nella gran parte del Paese si assiste a un calo della curva. In quasi tutte le grandi Regioni, invece, è ancora in corso una crescita, anche se piuttosto ridotta. Ecco chi scende. La Sicilia passa da 38.085 a 29.819 casi, (-8.266, -21,7%), l’Umbria da 12.355 a 10.431 (-1.024, -15,5%), la Provincia di Bolzano da 4.691 a 3.983 (-708, -15%), le Marche da 16.918 a 15.052 (-1.866, -11%), la Puglia da 52.613 a 46.879 (-5,734, -10,8%), la Calabria da 20.607 a 18.435 (-2.172, -10,5%), la Sardegna da 13.508 a 12.307 (-1.201, -8,8%), la Basilicata da 6.538 a 6.041 (-497, -7,6%), la Toscana da 34.037 a 32.249 (-1.788, -5,2%), la Valle d’Aosta da 435 a 424 (-11, -2,5%), la Campania da 55.440 a 54.153 (-1.287, -2,3%), la Liguria da 10.218 a 10.034 (-184, -1,8%), l’Abruzzo da 14.851 a 14.725 (-126, -0,8%), il Friuli Venezia Giulia da 7.326 a 7.268 (-58, -0,7%). Ecco invece chi ancora cresce: l’Emilia-Romagna passa da 26.088 a 29.986 casi (+3.880, +14,8%), il Piemonte da 18.438 a 20.040 (+1.602, +8,6%), il Veneto da 43.829 a 46.263 (+2.434, +5,5%), la Lombardia da 56.420 a 58.062 (+1.642, +2,9%), il Molise da 2.579 a 2.622 (+43, +1,6%), la Provincia di Trento da 2.748 a 2.782 (+34, +1,2%), il Lazio da 57.813 a 58.169 (+356, +0,6%).

Tornano a salire, del 5%, i ricoveri in intensiva

La curva dei ricoveri è sempre in ritardo di almeno un paio di settimane rispetto a quella dei casi. E infatti, se si osservano tutti i reparti e cioè quelli ordinari e le terapie intensive, si vede un aumento. Ieri erano 10.506 le persone in ospedale, contro le 9.645 di domenica scorsa. Si tratta di un aumento dell’8,1%, di poco superiore a quello della settimana precedente (7,7%). Comunque l’impatto sugli ospedali di quest’ultima ondata non è stato pesantissimo. Per quanto riguarda le terapia intensive, l’occupazione risale per la prima volta dopo ben 10 settimane consecutive di riduzione. Si tratta comunque di dati molto ridotti. Ieri nei reparti per i pazienti più gravi erano assistite a causa del Covid 489 persone contro le 464 di domenica 27 marzo. Si tratta di un incremento del 5,1%. Anche in questo caso bisogna aspettare ancora almeno una settimana per capire il reale impatto dell’ultima ondata sulle ospedalizzazioni.

Fino al 31 marzo esisteva ancora la classificazione delle Regioni in base al colore e se ancora venisse utilizzato quel sistema tutte le realtà locali sarebbero comunque in zona bianca.

“È solo un’influenza”: adesso la guerra fa più paura del Covid

Superati i mille morti

Ieri il numero dei morti per Covid è salito a 159.784. In una settimana hanno perso la vita 1.002 persone. Sono 25 in più rispetto ai sette giorni precedenti, cioè il 2,4%. Si tratta di un incremento più ridotto di quello registrato domenica 27 marzo (+7,7%). E’ comunque il secondo dato in crescita consecutivo, dopo che per molte settimane il numero dei decessi era calato (del 6,5, del 26, del 12 e del 20%).

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source