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Covid: i vaccini funzionano così

La Republica News
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Mai come in questi giorni drammaticamente segnati dalla pandemia le parole immunità, anticorpi neutralizzanti, varianti virali e vaccinazione sono così presenti nei media, nei social, nella popolazione. Cosa ci insegna del significato di queste parole il confronto con Sars-CoV 2?

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Chi ci difende è il sistema immunitario, con l’immunità innata e quella adattativa, funzioni distinte ma cooperanti, come vasi comunicanti. L’innata è un insieme di barriere fisiche e biologiche: cute e mucose, in particolare quella del naso-faringe, continuamente pattugliate da cellule fagocitarie e aspecifiche molecole anti-infettive che uccidono o contengono l’invasore, nonchè batteri simbionti che gli competono spazi vitali.

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Un sistema che conserva, attraverso meccanismi epigenetici, una corta (settimane) memoria di quanto sta succedendo e informa attraverso mediatori solubili, le citochine, l’immunità adattativa dell’avvenuto incontro con il patogeno. Questa elabora potenti e specifiche molecole, gli anticorpi, e cellule linfocitarie B e T, destinate a neutralizzare e, se ci riesce, eliminare il patogeno, nonché conservare, attraverso la selezione clonale, una lunga (anni) memoria di questo specifico incontro.

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Memorie, corta e aspecifica, o lunga e specifica, ci aiutano a meglio gestire un successivo incontro con l’intruso. Superare questa formidabile macchina difensiva non è facile e solo pochissimi microbi, quelli patogeni, ci riescono: il perfido coronato è uno di essi. Le barriere le supera quando sono rese meno performanti dalla senescenza e/o da concomitanti malattie, e del coronato ne inaliamo una elevata quantità, che gli ultimi studi valutano attorno alle centomila particelle virali. Se, pur senescenti e ammalorati, non siamo rapidamente sopraffatti dall’invasione virale e dalla profonda infiammazione che ne consegue, anticorpi neutralizzanti e linfociti killer dell’immunità adattativa ci aiutano a guarire. Il virus però contrattacca con mutazioni, quelle delle varianti virali, che in parte evadono l’immunità e provocano reinfezioni.

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La vaccinazione simula immunologicamente l’infezione senza passare per la dura esperienza della malattia. È una specialissima conquista della ricerca biomedica. Riproduce l’essenza protettiva dell’immunità, innata e adattativa e può soffrire, come ne soffrono i guariti dalla malattia, l’attacco dei virus mutati e le re-infezioni. Le varianti non sono state finora in grado di evadere tutte le difese: guariti e vaccinati, pur re-infetti, evitano ospedalizzazione e malattia grave. Il futuro ci dirà se questa parziale ma importante vittoria sia definitiva.

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“Per uscire dalla pandemia dobbiamo vaccinare il mondo intero”

*Già direttore del dipartimento di malattie infettive dell’Iss. Membro dell’American Academy of Microbiology



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