Covid, il piano di Natale dei sindaci contro il contagio: shopping a numero chiuso, mascherine e Green Pass per i veglioni

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In attesa che il consiglio dei ministri vari (a metà settimana) il nuovo decreto che cambierà regole e durata del Green Pass e rimodulerà i divieti delle zone di rischio, i sindaci corrono ai ripari contro il rischio assembramenti e studiano un piano di restrizioni per Natale per evitare che i weekend di shopping o le iniziative culturali, mostre e mercatini e manifestazioni di vario genere si trasformino in moltiplicatori di contagio.

Già ieri, cortei di No Vax a parte, a Roma e Milano prove generali di assembramento, con migliaia di persone (e non certo tutte con la mascherina) che si sono riversate nei centro storici e commerciali. Da qui l’idea accarezzata dal sindaco di Milano Giuseppe Sala di tornare al piano già collaudato lo scorso anno con gli accessi contingentati nelle zone dello shopping: “Se dovessero chiederci di contingentare il numero di persone in galleria sarei disponibilissimo – annuncia il primo cittadino – Andando verso Natale è importante che la situazione rimanga sotto controllo come in questi ultimi due sabati. Io non credo che realisticamente si possa rendere obbligatoria la vaccinazione, non è tecnicamente fattibile, ma rinforzare l’utilizzo del green pass e quindi irrigidire ancora di più le possibilità di entrare in un luogo, di partecipare a un evento, se hai o non hai il green pass, questo credo che sia giusto”.

L’ultima idea dei sindaci è quella lanciata da Firenze da Dario Nardella: “Bisogna agire subito, senza aspettare che la curva cresca e intervenire quando sarebbe tardi. Serve un piano anti Covid di Natale nel quale sia prevista l’estensione dell’obbligo di Green pass a tutti i luoghi pubblici, ma anche l’introduzione per partecipare a feste, veglioni, cenoni, grandi ritrovi privati al chiuso. Meglio avere regole certe prima che divieti poi – dice – magari con zone rosse o coprifuoco perché è tardi”.

Sui grandi eventi delle feste c’è chi si è spinto, per precauzione, già oltre: “Ho detto che non si fa il concerto di Capodanno in piazza” ha spiegato il sindaco Sala. Mentre Gaetano Manfredi, primo cittadino di Napoli, spera di poter organizzare comunque un raduno pubblico: “Ci auguriamo di avere un Natale sereno. Se ci saranno le condizioni, faremo eventi natalizi e a Capodanno. Non abbiamo tante risorse e ci siamo insediati da pochissime settimane. Ma sicuramente qualcosa la faremo. E un evento a Piazza Plebiscito sicuramente ci sarà”.

E intanto si cominciano a chiudere le strade e le piazze per troppa folla, un antipasto di quel che accadrà con lo shopping natalizio, la riedizione del già visto lo scorso anno. A Roma ieri sera ci sono state le prime chiusure di piazze della movida per sovraffollamento. I vigili urbani sono intervenuti più volte a Trastevere, San Lorenzo, Ponte Milvio, Rione Monti e Trastevere.

Nel comasco l’ispettorato del Lavoro e i carabinieri hanno chiuso invece un locale in cui erano assembrati 250 ragazzi, tutti minorenni, senza mascherina né Green Pass.

Altro luogo, scene simili: negli stadi sono tanti, troppi i volti scoperti. Si sta all’aperto, è vero, ma in caso di assembramento l’obbligo di mascherina è comunque in vigore, anche in zona bianca. L’appello ai supporter delle squadre arriva dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa: “Faccio un appello ai tifosi che vanno allo stadio. Abbiamo riaperto gli stadi al 75% perché riteniamo sia giusto per dare anche un segnale al nostro Paese, ma dobbiamo anche fare un appello ai tifosi ad usare la mascherina perché c’è veramente bisogno in questo momento di rispettare ancora tutte le regole e di far prevalere il senso di responsabilità. Non ci possiamo permettere – ha detto – di abbassare la guardia”.

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