102333338 7060dc86 8022 400b a5df 66573a69b576

Covid, la corsa al tampone gratuito

La Republica News
Pubblicità
Pubblicità

102333338 7060dc86 8022 400b a5df 66573a69b576

ROMA – A Bolzano, le prenotazioni per il tampone gratuito sono già esaurite da giorni. Al Palaresia c’è una coda di ore. Da quando è entrato in vigore il Corona-Pass che consente anche di cenare nei ristoranti al chiuso con una certificazione di negatività, è partita la corsa al test. Quello gratuito, naturalmente, perché – soprattutto nelle Regioni dove non è stato fissato un prezzo calmierato e dove per fare un tampone bisogna rivolgersi a un laboratorio di analisi – mettere in conto una spesa variabile dai 15 ai 50 euro a persona per muoversi tra regioni di diverso colore (ma più in là anche per andare all’estero o per partecipare a concerti ed eventi sportivi) non è alla portata di tutti. Ma tutti – compresi i bambini dai due anni in su – dovranno necessariamente ricorrere al test per avere le stesse opportunità di chi è già stato vaccinato con doppia dose o di chi ha avuto il Covid ed è guarito da non più di sei mesi. Una spesa troppo onerosa (la validità del test, per altro, è di sole 48 ore) per una famiglia con figli minori o per i giovani che difficilmente saranno vaccinati prima dell’estate. “Abbiamo già tante richieste di tamponi di nostri assistiti che vogliono viaggiare, il servizio sanitario nazionale dovrebbe pensare di farsene carico”, dice Fiorenzo Corti, vicesegretario nazionale della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale).

Il Parlamento europeo, che ieri ha approvato la risoluzione sul Covid pass, spinge affinché gli Stati garantiscano la “possibilità di effettuare test universali, accessibili, opportuni e gratuiti” per tutti i cittadini per evitare discriminazioni e spingere la ripresa del turismo. Nella proposta di regolamento che ora il Parlamento negozierà con il Consiglio europeo, il certificato, per quanto riguarda i test, avrà due opzioni: o un molecolare negativo fatto entro le 72 ore o un antigenico valido solo per 24 ore.

Anche l’Italia dovrà valutare se accollarsi i costi dell’operazione. Lo chiede un ampio schieramento politico, dal M5s a Forza Italia. “I tamponi devono essere accessibili a tutti e gratuiti. Rappresentano una spesa che per una famiglia può arrivare anche ad alcune centinaia di euro. Sarebbe una discriminazione, oltre che un forte disincentivo alla ripresa della mobilità, lasciare che chi può permettersi di pagarli si trovi in posizione più vantaggiosa rispetto ad altri cittadini”, scrivono i senatori del M5s in commissione Affari costituzionali.

Le Regioni, intanto, si muovono in autonomia. La Valle d’Aosta sta già valutando di rendere gratuiti per tutti i test rapidi, il Piemonte lavora a un prezzo calmierato. Una soluzione già adottata da tempo da diverse regioni a cifre differenti: si va dai 15 euro di Sicilia ed Emilia Romagna ai 26 del Veneto, passando per i 22 di Lazio, Umbria, Toscana e Campania e i 20 della Puglia. Dove il prezzo calmierato non c’è, inevitabile prevedere un rialzo in parallelo con una maggiore richiesta: in Lombardia un test rapido può costare anche 50 euro.

C’è poi la questione della facilità di accesso ai tamponi. Non in tutte le Regioni sono stati siglati gli accordi con le farmacie che rendono possibile l’effettuazione del test antigenico anche senza prenotazione o con brevissimo anticipo. Dove questo servizio non c’è, ai cittadini non resta che mettere in conto lunghe code negli hub dove, oltre ai vaccini, si continuano a fare i tamponi o a prenotare in un laboratorio di analisi. Con un ulteriore problema: se c’è il weekend di mezzo dove si potrà fare un test rapido entro le 48 ore?



Go to Source