Covid, l’Ema autorizza un uso della pillola anti-Covid Pfizer, ma avverte: non in gravidanza

Pubblicità
Pubblicità

L’Ema, l’ente europeo per i farmaci, ha deciso che gli Stati membri possono usare l’antivirale di Pfizer, la pillola Paxlovid contro Covid-19, subito dopo la diagnosi dell’infezione e anche se non è stato completato ancora l’intero percorso di revisione per l’approvazione regolatoria. Quindi senza approvazione, in linea con le direttive dei singoli Stati, entro un massimo di 5 giorni dalla diagnosi e non in gravidanza. Chi allatta dovrà sospendere durante l’assunzione del farmaco.

Pillola anti Covid Pfizer, l’annuncio dell’azienda: “Efficace anche contro Omicron”

Un timore simile non è nuovo: era infatti già stato espresso anche per il farmaco di Merck (MSD), il molnupiravir. La Fda americana, infatti, sta valutando se il farmaco ha il potenziale di causare mutazioni al DNA umano. Le preoccupazioni maggiori riguardano le donne in gravidanza, perché il farmaco potrebbe influenzare la corretta divisione cellulare del feto, provocando teoricamente difetti alla nascita. Membri del comitato di esperti della Fda ha espresso queste preoccupazioni non più tardi del 30 novembre scorso, in un incontro pubblico.

Antivirali contro il Covid, il tempismo è decisivo

Il farmaco di Pfizer può quindi essere utilizzato per trattare adulti con Covid che non richiedono ossigeno supplementare e che sono a maggior rischio di progressione verso una malattia grave. I due principi attivi del medicinale, PF-07321332 e ritonavir, disponibili in compresse separate, devono essere assunti insieme 2 volte al giorno per 5 giorni, spiega l’Ema che ha predisposto la ‘guida’ per supportare quelle autorità nazionali che decidono un uso precoce del medicinale prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio, ad esempio in contesti di emergenza, alla luce dell’aumento dei tassi d’infezione e dei morti dovuti a Covid in tutta l’Ue.
 

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source