Covid, morta la zia di Fedez: “Ciao guerriera, hai combattuto la malattia per 20 anni, ma il virus è troppo”

Pubblicità
Pubblicità

Lutto per Fedez: il rapper milanese ha perso la zia a cui era legatissimo, che era ricoverata all’ospedale San Paolo e stava lottando da tempo contro una patologia che è stata aggravata dal Covid-19, non lasciandole scampo. A dare l’annuncio è stato lo stesso Fedez, con una storia su Instagram: “Mi hai cresciuto durante l’infanzia, per te ero il figlio che non hai mai avuto – ha scritto – Hai affrontato per 20 anni una battaglia contro un grande male, senza mai piegarti”.

Al fisico della donna, che quindi era evidentemente già provato dalla malattia, è stato fatale il coronavirus: “Quando ci hanno detto della tua positività al Covid, in cuor mio sapevo che sarebbe stato troppo anche per te – si legge ancora nell’affettuoso messaggio dedicatole dal rapper – Voglio convincermi che tu sia riuscita a trovare la pace che questa vita ingiustamente non ti ha mai voluto dare”. E poi il commosso saluto finale: “Ciao guerriera, ciao zia”.

Sia Fedez sia la moglie Chiara Ferragni hanno voluto dare un contributo alla lotta contro il coronavirus sin dalle prime fasi della pandemia: prima promuovendo una raccolta fondi per allestire un nuovo reparto di terapia intensiva all’ospedale San Raffaele (per il loro impegno sono stati anche premiati con l’Ambrogino d’oro nel 2020) e in seguito diventando testimonial pro vax.

Entrambi hanno contratto il Covid nel dicembre scorso e hanno documentato tramite i social i cambiamenti della loro vita quotidiana, soprattutto per la necessità di tutelare i figli Leone e Vittoria, che erano negativi. A Instagram sono in seguito stati affidati anche i video della loro gioia per il ritorno alla normalità casalinga una volta che si sono negativizzati.

E in ogni occasione hanno colto l’opportunità per ribadire l’importanza di sottoporsi al vaccino. Ora, oltre a condividere con i follower il proprio dolore, Fedez ha voluto esprimere pubblicamente la propria gratitudine per “tutti i medici e gli infermieri del reparto di Pneumologia dell’ospedale San Paolo – come ha scritto in un’altra storia – Grazie per averci provato fino all’ultimo, ma soprattutto grazie per la grande umanità”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source