Covid, verso l’addio all’isolamento dei positivi al virus

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Dopo lo stop al green pass, bollettini quotidiani, quarantena per i contatti stretti e obbligo di mascherine, si avvia a esser messo in cantina anche l’isolamento per i positivi al Sars-Cov-2. Ad annunciare la caduta di una delle norme simbolo dell’era Covid ma “ormai di fatto inapplicata”, è stato il ministro della Salute Orazio Schillaci. La dichiarazione della fine dello stato di emergenza in Italia, il 31 marzo 2022, ha previsto lo stop del sistema delle zone colorate e delle quarantene precauzionali per contatti con positivi e ha avviato il superamento del green pass base e rafforzato. Ma non ha portato automaticamente alla fine di tutte le misure prese per arginare la diffusione del Covid.

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Le decisioni archiviate

Ad accelerare l’iter è stato il cambio di governo in autunno: il Consiglio dei Ministri del 31 ottobre scorso ha anticipato la decadenza dall’obbligo vaccinale del personale sanitario al 31 ottobre, eliminando anche la sospensione dall’esercizio della professione per i medici non vaccinati. A cadere, il primo maggio 2023, è stato l’obbligo di mascherine negli ospedali, ad eccezione dei reparti dove sono ricoverati i fragili e nelle Rsa. In vigore resta l’isolamento per i positivi al Sars-Cov-2. Inizialmente previsto dopo 21 giorni e poi ridotto a 14.

L’ultima circolare che aveva regolamentato l’isolamento dei positivi era stata emanata lo scorso 31 dicembre: chi si contagia con il virus del Covid è tenuto a restare a casa per 5 giorni. Per i casi che sono sempre stati asintomatici l’isolamento termina anche prima dei 5 giorni con un test negativo. Ma la norma non riporta una data di scadenza e non c’è quindi un automatismo per la sua decadenza.

La sollecitazione ai ministri

A sollecitare di rimuoverla del tutto è stata la Federazione turismo organizzato, con una lettera al ministro Schillaci e alla ministra del Turismo Santanché. “Queste limitazioni – aveva scritto Gabriele Milani, direttore di Fto – sono state previste quando la situazione sanitaria era completamente differente. Non a caso gli altri stati Ue hanno già tolto isolamento e quarantena l’anno scorso”. Tanto più che il primo luglio è scaduto anche il regolamento europeo sul green pass e non si possono più emettere i certificati digitali di vaccinazione, test e guarigione.

Il ministero è già a lavoro. “Adesso lo toglieremo” anche perché “di fatto credo sia ampiamente inapplicato”, ha detto Schillaci. Accoglie positivamente la scelta Matteo Bassetti, direttore della Clinica Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova: “La normativa attuale  discrimina fra chi fa un tampone ufficiale e chi fa il test a casa – sottolinea -. L’isolamento va fatto se lo decide il medico che ha in cura il malato, senza che sia imposto per legge”. Al contrario, prosegue l’infettivologo “l’obbligo della mascherine nei reparti che ospitano pazienti fragili è sacrosanta e deve restare”.

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In attesa dell’arrivo della norma annunciata, i medici intanto raccomandano a over 50, malati cronici e operatori sanitari, di fare una nuova dose di vaccino anti Covid a ottobre insieme all’antinfluenzale, dopo 12 mesi dall’ultima ricevuta. Il richiamo dopo 6 mesi, invece, è raccomandato per gli over 75, gli immuno-compressi e le donne in gravidanza. “La copertura vaccinale è oggi molto bassa e si continuano a contare circa 13 morti al giorno per Sars-Cov-2 – spiega Roberta Siliquini, presidente della Società Italiana d’Igiene -. Il nostro Paese è tra i pochi a livello europeo che non ha ancora definito un piano di vaccinazione autunnale”. Mentre alla Camera viene approvata in prima lettura la Commissione d’inchiesta sulla gestione dell’emergenza Covid, in Europa prosegue il trend di un ritorno alla normalità. “Si stanno eliminando – scrive l’Agenzia Europea dei medicinali – le straordinarie flessibilità normative per i farmaci messe in atto durante la pandemia” che hanno portato a far arrivare in modo tempestivo vaccini, monoclonali e antivirali.

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