Covid, vertice Governo Regioni. I nodi restano scuola e trasporti. Azzolina: “Didattica resta in presenza”

La Republica News

“Ristoranti chiusi a mezzanotte e palestre aperte”. Sono queste le richieste avanzate oggi dai governatori delle Regioni durante il vertice convocato questa mattina (e ancora in corso) dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, per affrontare il tema delle nuove misure anti-Covid che stasera il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte illustererà in conferenza stampa.Alla riunione partecipano anche Anci, Upi, il ministro dell’Università, Gaetano Manfredi e il commissario all’emergenza, Domenico Arcuri, e, in video-collegamento il ministro della Salute, Roberto Speranza, la ministra della Scuola, Lucia Azzolina, la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, e il capo della Protezione civile, Angelo Borrelli.Ieri si sono susseguiti per tutta la giornata una serie di incontri tra governo, Regioni e Cts e in serata il premier Conte, riunendo i suoi ministri, ha nuovamente affrontato, dopo aver firmato il decreto sulla manovra, il tema della nuova stretta per evitare il diffondersi dei contagi da Covid19.I nodi ancora da definire restano la scuola, i trasporti e i ristoranti.  “Le Regioni hanno proposto al Governo di non chiudere le palestre, hanno confermato la richiesta di chiusura dei locali alle 24, di coinvolgere i medici di famiglia nei tamponi rapidi (come già succede in Liguria) e di svolgere i test salivari in farmacia. Proposte di buonsenso che speriamo vengano accolte”, ha fatto sapere su Twitter il governatore della Liguria, Giovanni Toti.Le Regioni hanno proposto al #Governo di non chiudere le palestre, hanno confermato la richiesta di chiusura dei locali alle 24, di coinvolgere i medici di famiglia nei tamponi rapidi (come già succede in #Liguria) e di svolgere i test salivari in farmacia. #COVID19— Giovanni Toti (@GiovanniToti) October 18, 2020La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, come già ribadito oggi nell’intervista a Repubblica, nel corso della riunione ha insistito: “La scuola resta in presenza perchè è fondamentale per tutti, dai più piccoli all’ultimo anno del secondo grado”. E anche i governatori delle Regioni si sono mostrati favorevoli alla didattica in presenza, cosa che al momento non avviene in Campania, dove il presidente Vincenzo De Luca ha imposto chiusura delle scuole e le lezioni a distanza.repIntervista


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