Cremona, caos vaccini: nessuno si presenta. Nel centrodestra cresce il disagio, Moratti preme per una svolta. Salvini: “Chi sbaglia paga”

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In Lombardia continuano i disagi sulla campagna di vaccinazione. A Cremona, anche oggi la Ats è stata costretta ancora una volta a chiamare a casa i cittadini. Gli  sms con l’appuntamento per la somministrazione della dose non erano  arrivati e nessuno si era presentato all’hub della Fiera di Cremona.

Caos vaccini, Letizia Moratti attacca la società della Regione: “Inadeguati”

Nel frattempo, il nuovo affondo di Letizia Moratti, che ha definito “inaccettabile” la gestione di Aria in Lombardia, crea disagio nel centrodestra dopo la nuova  Caporetto dell’azienda regionale che in Lombardia cura il portale delle vaccinazioni. Parole che dopo quelle di Matteo Salvini (“anche in Lombardia chi ha sbagliato pagherà”) sembrano allargare  ancora di più il solco che si è aperto  tra la vice governatrice e assessora lombarda al Welfare e il presidente della Lombardia, Attilio Fontana. 

Da un lato, Moratti che ieri ha definito Aria “incapace  di gestire il servizio in modo decente”. Dall’altro, il governatore che ieri si è rifiutato di commentare la nuova dèbacle, dopo che Moratti aveva pubblicamente promesso che entro una decina di giorni Poste Italiane avrebbe rilevato il servizio. In mezzo, le centinaia di anziani ultraottantenni – e di personale scolastico docente e non – che ancora una volta hanno atteso invano l’arrivo dell’sms con il luogo e l’ora della vaccinazione, che in diversi casi è arrivata perfino dopo l’appuntamento. Costringendo i medici e i volontari a chiamare direttamente a casa le persone per non sprecare le dosi di vaccino.

Se Moratti preme per una svolta, in Regione c’è chi fa notare che, in realtà, l’artefice di Aria, dopo la fusione tra Lombardia Informatica e Arca, l’ex centrale acquisti di Regione Lombardia, è stato il leghista Davide Caparini, assessore lombardo al Bilancio della Lega. Fontana difende a spada tratta il direttore generale di Aria Lorenzo Gubian, che è stato nominato da pochi mesi. Altri premono per un azzeramento di tutto il Consiglio di amministrazione. Il presidente è Francesco Ferri di Forza Italia. Ex talent scout che Silvio Berlusconi aveva scelto per trovare nuovi volti da lanciare in politica.  

Quando Moratti ha pubblicato il suo tweet al vetriolo, i leghisti Fabrizio Cecchetti ed Emanuele Monti sono stati presi in contropiede. Fino ad allora, sia il coordinatore lombardo  della Lega che il presidente della Commissione Sanità del Pirellone avevano risposto al  centrosinistra che gridava “vergogna” sostenendo che “i numeri smentivano le opposizioni”.

Un ennesimo cortocircuito nella comunicazione sia istituzionale che politica all’interno di Regione Lombardia che dimostra ancora una volta come i rapporti siano sempre più tesi.        

Domani è prevista una riunione sul da farsi alla quale potrebbe partecipare anche Salvini. Due le ipotesi allo studio per cercare di correre ai ripari. Anticipare al 27 il servizio affidato a Poste Italiane in coincidenza con l’inizio delle vaccinazioni della fascia tra i 79 e i 75 anni. Chiedere ad Ats e Asst di non aspettare più gli sms, ma chiamare direttamente cittadini a casa per somministrarli le dosi. Il nodo da sciogliere non riguarderebbe solo il portale gestito da Aria, ma la fornitura degli elenchi delle persone da vaccinare e l’invio degli sms che, secondo la Regione,  spetterebbero ad altri.   

Una cosa è certa: il clima a Palazzo Lombardia è sempre più pesante. Lo si deduce dal fatto che del tweet di Moratti fino a ieri sera non ne sapeva nessuno. Anzi. La direzione generale del Welfare aveva deciso che avrebbero parlato solo le Ats interessate. Per chiarire che in ogni caso “non erano state sprecate dosi”. Oggi non sono previste riunioni, anche se i disagi restano. I  medici e volontari che prestano in servizio nei centri vaccini di diverse province lombarde lamentano che i cittadini continuano ad arrivare a singhiozzo e che si potrebbero vaccinare molte più persone.    
 

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