Crisanti: “Il virus c’è ancora, gli interessi commerciali vanno tutelati, ma attenti al pericolo di un nuovo lockdown”

La Republica News

Aumentano i nuovi contagi ma si vendono molte meno mascherine rispetto ad aprile, quando le persone si preparavano alla fine del lockdown. “E invece è necessario che le persone continuino ad usare i dispositivi di protezione e a rispettare il distanziamento”, dice il microbiologo di Padova Andrea Crisanti. “Non bisogna agitarsi, perché è giusto vivere un periodo di rilassamento dopo le difficoltà del lockdown, ma la vigilanza va mantenuta”.Anche se nelle ultime due settimane in farmacia si è osservata una leggera crescita delle vendite delle mascherine, gli incassi restano ben inferiori alla metà di quelli di tre mesi fa. Intanto in un giorni, ieri, si sono superati i 380 casi, con un incremento giudicato preoccupante anche dal Comitato tecnico scientifico. “Il virus non se ne è andato, cosa che del resto ci aspettava perché è in linea con un fenomeno importante come la pandemia da coronavirus. Il livello di guardia deve rimanere alto, sia nella popolazione che nelle autorità – commenta Crisanti – Quello che può succedere se non stiamo attenti lo vediamo ogni giorno, ossservando la situazione di altri Paesi, anche molto vicini a noi”. L’esperto, consulente della Regione Veneto con la quale ultimamente i rapporti si sono un po’ raffreddati, affronta anche il tema dei migranti. Nell’ultimo periodo sono molti i casi che li hanno riguardati. “Bisogna in qualche modo difendersi da questa narrativa degli extracomunitarti che portano il virus. Queste persone sono state lasciate sole durante l’epidemia, non gli hanno fatto i test. Ora però si scopre che vengono infettati, cosa che però succedeva fin dall’inizio. Sono stati abbandonati a se stessi a suo tempo, ad esempio non ho notizia di un’analisi condotta a tappeto sui centri per migranti. Io però avevo sollecitato al Veneto un’analisi dei richiedenti asilo già il 30 di marzo”.Cronaca


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