Crisi di governo, Bonafede consegna alle Camere la relazione sulla giustizia: il Recovery per processi più rapidi

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La relazione sullo stato della giustizia del Guardasigilli Alfonso Bonafede è in Parlamento da ieri sera. Per una notte è rimasta “in sonno”, e solo stamattina verrà pubblicata sui siti della Camera e del Senato. 

Doveva essere l’oggetto di un grande scontro parlamentare, dove i numeri traballavano al Senato. Invece il testo di Bonafede, depurato da ogni riferimento politico poiché il governo è dimissionario, sarà solo una radiografia tecnica sullo stato  della giustizia. Da una parte i numeri, ossia i processi arretrati nel civile e nel penale, le prescrizioni maturate; dall’altro l’elenco delle leggi presentate in Parlamento, in particolare la riforma del processo penale e quella del processo civile, nonché le nuove norme sull’ordinamento giudiziario e sulla riforma del Csm. Nonché le previsioni, fatte dal governo, sui fondi del recovery plan per la giustizia, quei 2,7 miliardi di euro che dovrebbero consentire di assumere 1.600 nuovi magistrati ordinari e 16 figure ausiliarie. 

Ma chi si aspetta una relazione politica resterà deluso, perché lo stesso Bonafede, nella stesura finale del testo, è stato costretto a sbianchettare ogni programma che suonasse come il frutto di un governo divenuto nel frattempo dimissionario. Di politico ci saranno ovviamente le leggi di Bonafede, attualmente divise tra Senato (accelerazione del processo civile) e Camera (le modifiche penali e il Csm).  

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