Crisi di governo fra calcoli e riunioni si va verso il giorno della verita Rosato Se Conte vuole risolviamo tuto in due ore

Crisi di governo, fra calcoli e riunioni si va verso il giorno della verità: Rosato:; ” Se Conte vuole risolviamo tuto in due ore”

La Republica News
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L’ora della verità si avvicina. Domani e martedì Giuseppe Conte andrà alla Camera e al Senato a chiedere la fiducia in un clima di incertezza sul suo futuro. Avrà o non avrà i numeri per andare avanti? Troverà un sostegno, soprattutto al Senato, per dire che ha politicamente il sostegno di gruppi parlamentari in grado si sostenerlo? L’incertezza è totale.  E a questo punto non è nemmeno sicuro che la conta ci sarà veramente. Perché Conte potrebbe dimettersi già domani, prima del voto di fiducia alla Camera. Scenari su cui ragiona nelle frenetiche riunioni che si susseguono e si accavallano da giorni. Oggi tocca alla direzione del Pd a i parlamentari di Italia viva che dovrebbero decidere cosa fare.

Zingaretti: “Impossibile collaborare con la presunzione”

“Una cosa è rilanciare, rinnovare, cambiare,  mettersi in discussione, altra cosa è distruggere, avere un approccio liquidatorio, aprire una crisi al buio che rappresenta l’opposto della volontà di migliorare l’azione di Governo. Se non si rispettano le opinioni degli altri, avendo la presunzione di tenere in considerazione solo le proprie, allora viene meno la fiducia e la possibilità di lavorare insieme”. Il segretario del Pd apre la riunione della Direzione ribadendo con un duro attacco a Matteo Renzi. E ribadisce che deve essere il Parlamento a decidere come procedere in  in quella sede ognuno si deve assumere le proprie responsabilità. ” Abbiamo fatto di tutto in queste ultime settimane per scongiurare la crisi, ascoltando tutti e promuovendo una verifica e un rilancio dell’azione di governo”, dice il leader del Pd. Adesso,parlino senatori e deputati. Noi dice Zingaretti, sappiamo che “ci sono in Parlamento sensibilità democratiche, liberali, europeiste che possono unirsi e convergere con questo spirito, alla luce del sole e trasparente: vedremo quale sarà l’esito”.

“Italia Viva oggi non è all’opposizione e che starà all’opposizione è tutto da stabilire” Elena Bonetti, una delle due ministre renziane che dimettendosi hanno aperto la crisi di governo, lascia aperta una porta al dialogo “Intanto,  – dice – bisognerà vedere se si arriverà ai numeri sufficienti martedì al Senato. Credo che il processo democratico stabilirà poi una proposta di Governo e su quella base, con chi la costruirà, si definirà una maggioranza e una opposizione”, In questo momento, assicura Bonetti, “Iv non si sta certo ponendo come forza di opposizione, stiamo invece di nuovo sollecitando una responsabilità ed è forse l’ultimo appello per l’Italia affinché chi ha responsabilità istituzionali e politiche si assuma la responsabilità di dare risposte ai cittadini. In gioco, c’è il futuro dell’Italia”.

Rosato, coordinatore di Italia Viva: ” Se Conte vuole risolviamo tutto in due ore. Ma non accadrà”

 “Conte se vuole risolvere la crisi lo fa in un pomeriggio. Se pensa di aver fatto tutto bene, andasse avanti. Se pensa che ci sono sue responsabilità che è pronto a mettere sul tavolo in una riunione con le forze politiche per la soluzione la crisi si risolve in due ore. Ma non succederà”. Ettore Rosato, coordinatore nazionale di Italia Viva lancia un appello al premier Giuseppe Conte per un incontro dell’ultimo minuto per trovare una soluzione all acrisi di governo. Ma nutre scetticismo sulle volonta di Palazzo Chigi di trattare e ricomporre la maggioranza nella sua composizione originale.

Lonardo Mastella: “Voto la fiducia senza contropartite”

 “Voglio dire, ancora una volta, rispetto alle malelingue mediatiche, ai bugiardi di mestiere, ai ventriloqui della malafede, che non ho aperto alcuna trattativa per avere qualcosa, nessun ministero, niente di niente. Voterò la fiducia perché ritengo, in coscienza, che l’apertura della crisi sia un atto ingeneroso verso le sofferenze che la nostra gente vive”. Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella conferma che al momento di voto di fiducia darà il suo appoggio a Giuseppe Conte. Anche dopo che il marito, arrabbiato per lo scontro con Carlo Calenda, ha abbandonato la costruzione del gruppo dei “costruttori”.

“Lo faccio – aggiunge – perché è giusto farlo, quasi per istinto, lo faccio, mentre, senza stile ed in modo provocatorio, le sezioni locali del Pd e di 5 Stelle hanno fatto ieri un’intesa per le prossime amministrative contro il sindaco di Benevento. Sono in tanti, quelli che, in questi anni, hanno voluto, a tutti i costi, creare una caricatura del nostro modo di essere, che, da qualche giorno, continuano, con insistenza e noia, a ritenere che io aspiri a qualcosa o abbia chiesto qualcosa”.



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