Crisi di governo Scalfarotto Iv Macche sabotatori siamo pronti al dialogo se questo esecutivo si dimette

Crisi di governo, Scalfarotto (Iv): “Macché sabotatori, siamo pronti al dialogo se questo esecutivo si dimette”

La Republica News
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“Non abbiamo posto veti su Conte, non si mettano veti su di noi. Il governo si dimetta formalmente, noi saremo disponibili per dialogare sul futuro del Paese. Si poteva già farlo due settimane fa, invece si è perso tempo”. Ivan Scalfarotto è il terzo componente renziano del governo (con le ministre Bellanova e Bonetti) che si è dimesso, aprendo la crisi. Tende la mano, a patto che si cambi strada, convinto che non sia troppo tardi. Ma di questo passo, giovedì sarà lo showdown per il governo. “Alla relazione del Guardasigilli Bonafede, nel gruppo parlamentare di Italia Viva proporrò di votare no”.    

Ivan Scalfarotto, come voterete voi renziani dopo avere ascoltato il ministro della Giustizia, Bonafede? 
“Noi guardiamo i contenuti, ma non è un mistero per nessuno che la visione della giustizia di Bonafede e la nostra sono distanti. Anche con quella del premier Conte, che ha detto in passato di essere equidistante tra garantismo e giustizialismo. Per noi il garantismo, che è pietra angolare della civiltà giuridica, è scritto nella Costituzione”.  

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Più un no che un’astensione, insomma? 
“Decide evidentemente il gruppo parlamentare. Il mio voto sarà per il no”.  

Di Maio e i 5Stelle avvertono: un no a Bonafede è un no al governo. Quindi Italia viva si mette definitivamente fuori ? 
“Noi renziani abbiamo la reputazione dei guastatori, ma fintanto che siamo stati in maggioranza abbiamo sempre votato disciplinatamente. Non così i M5S che non più di due settimane fa in commissione hanno votato contro la Tav contro il parere del governo”.  

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Avete aperto una delle crisi politiche più incomprensibili, nel pieno della pandemia. Come pensavate e pensate se ne esca?  

“La crisi non è affatto incomprensibile: in un momento decisivo per il futuro del Paese chiediamo un governo all’altezza della situazione e questo, semplicemente, non lo è stato”.  

Quindi non volete Conte premier? 
“Non abbiamo mai posto veti su Conte, né possiamo accettare che si pongano veti nei confronti di Italia Viva. Del resto anche chi pensa che siano stati sbagliati i tempi e i modi della nostra uscita, a partire dal Pd, ci dà ragione sui problemi che abbiamo sollevato: dalla pandemia alla crisi economica, alla gestione dei vaccini da parte di Arcuri”.  

Fuori dal politichese, cosa suggerite di fare? E vi aspettavate una esclusione, quasi senza appello, nei confronti di Renzi? 
“Quando abbiamo detto al presidente Conte di creare un governo migliore, lui ha risposto: mi trovo un’altra maggioranza. E ha cominciato a lavorare per un governo peggiore. Se togli Bellanova e metti Ciampolillo, le cose credo peggiorino”.  

Ma Bellanova non è stata tolta. Si è dimessa. Il premier dovrebbe ora dimettersi e poi?  
“Quando una forza di maggioranza sottrae il suo appoggio al governo per non essere stata ascoltata e coinvolta, come è accaduto a Italia Viva, la procedura più limpida è dimettersi aprendo una crisi formale e quindi lavorare a un nuovo governo. Conte ha invece deciso invece di cercare una maggioranza alternativa, che però non c’è. Ci siamo dimessi il 13 gennaio, sono passate due inspiegabili settimane di vuoto. Si sarebbe potuto già avere un nuovo governo”.   

Ma tornereste con i giallorossi? 
“Non per un replay, ma con una squadra più forte e con risposte precise ai temi che abbiamo posto”.   

Siete ormai ritenuti inaffidabili sia da Conte che dai 5Stelle che dal Pd
“Non mi pare, a giudicare dalle dichiarazioni che leggo in queste ore, e del resto vorrei capire dove starebbe la nostra inaffidabilità. Abbiamo sollevato questioni di merito, largamente condivise. Mi chiedo e chiedo: perché ci sono volute le nostre dimissioni per cedere la delega sui Servizi segreti o per nominare i commissari alle grandi opere?”.  

Il Pd ha lanciato una Opa su Italia Viva aspettando che i parlamentari renziani tornino nelle file dem in cui sono stati eletti? 
“Chiedere al Pd. Non mi sembra abbiano riscosso un gran successo finora”.  

Se si andasse ad elezioni, stareste con il centrodestra? 
“Non abbiamo nulla a che fare con i Bagnai e i Borghi. Siamo una forza del centrosinistra europeo”.  



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