Crisi governo Bellanova Il Pd non cerchi vendette contro noi renziani

Crisi governo, Bellanova; “Il Pd non cerchi vendette contro noi renziani”

La Republica News
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“A Zingaretti dico: questa crisi non sia la consumazione di una vendetta, ma una risposta politica all’altezza della situazione”. Teresa Bellanova – la  ministra renziana che si è dimessa, insieme con Elena Bonetti, aprendo la crisi di governo – si sfoga. Parla innanzitutto dell’amarezza di questo momento. Racconta del “massacro” e degli insulti sui social. E spiega ancora una volta le ragioni che hanno portato Italia Viva allo strappo. 

“Il governo andava semplicemente trascinandosi. Ora nessuno faccia l’anima bella, quelli che noi abbiamo posto erano problemi veri, sono problemi veri”. Bellanova è stata la capodelegazione renziana al governo e ministra all’Agricoltura. “Sono stati per me sedici mesi di impegno costante, forte. Questa crisi andava avanti da tempo. Chiedo anche agli amici democratici: con Dpcm e decreti si può governare n Paese? Non lo vuoi chiamare vulnus democratico, chiamalo come vuoi, ma di questo si tratta. Oltretutto ai tavoli di governo anche il segretario del Pd, Nicola Zingaretti e il capo reggente dei 5Stelle, Vito Crimi erano d’accordo sulle uestioni da noi sollevate”.  

Ma quanto c’è di ragionevole in una crisi che risulta incomprensibile e irrazionale per l’opinione pubblica? Replica Bellanova: “Quando finiranno le risorse per la cassa integrazione, ad esempio, cosa si fa? Attenzione perché i problemi di ordine sociale rischiano di diventare di ordine pubblico”. Rincara: “Ho un dolore…, però non so più come dirlo che sul tavolo ci sono cose concrete. Un altro esempio, se dai aiuti indistinti, ti trovi a elargire soldi a aziende che magari hanno già deciso di chiudere, a danno di quelli che invece possono andare avanti. Ancora. A Roma, Napoli, Bari, Milano per i ristoranti è possibile lavorare fino alle 18, ma nei piccoli centri una pizzeria aperta solo a pranzo è un danno e basta. Ho incontrato l’associazione dei ristoratori dei piccoli comuni, che sono disperati”.  

Il disaccordo sulle misure del governo Conte è lungo, insomma, da parte dei renziani. Nel giorno in cui il Pd sancisce la linea in direzione, Bellanova ribadisce che Italia Viva c’è: “Siamo disponibili a stare nella maggioranza. Abbiamo dimostrato che non era una questione di potere e di poltrone. Dal giorno in cui abbiamo aperto la crisi, è stato un massacro con attacchi sui social”. E quindi, rilancia: “Vogliamo partire dai problemi dei cittadini?! Dicono: ma il vulnus alla democrazia che voi renziani denunciate, alle persone non importa. Cosa significa che non importa. Tutto si tiene. Siamo stati alla fine incapaci di dialogare con l’opposizione. Eppure era necessario. Non c’è stato dialogo né nella maggioranza, né con l’opposizione”. 

E sulla possibilità di scongiurare la crisi, dice. “Ho mandato io un messaggio al presidente Conte. Non mi ha risposto.  Forse se lo avesse fatto, la situazione non sarebbe precipitata. Se ora conduci un’operazione politica che distrugge Renzi, sarà più forte il riformismo in questo Paese?”. 

Nessun pentimento quindi, per la situazione che Renzi ha provocato? “L’amarezza di questa fase è grande, ma io, noi siamo a posto con la nostra coscienza. Credo che Conte stesse già lavorando sui responsabili”. 



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