Crisi governo Casini Un esecutivo sostenuta dai responsabili e un errore

Crisi governo, Casini: “Un esecutivo sostenuta dai responsabili è un errore”

La Republica News
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ROMA – “Quando la tempesta infuria, non servono scorciatoie: una maggioranza sostenuta da responsabili in ordine sparso è un errore. Non occorre al Paese in piena pandemia una maggioranza numerica ma politica”. Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera, una lunga militanza politica sin dalla Dc, senatore centrista eletto con il Pd, invita i partiti giallo-rossi a non farsi prendere la mano dai rancori.  E al premier Conte: “Impari da Aldo Moro, come lui pugliese”.  

Casini, cosa c’è di male a cercare in Parlamento un gruppo di responsabili?

“Nulla di male, lo si è sempre fatto e sempre lo si farà. Ma siamo nel mezzo di una pandemia. C’è l’opposizione che da mesi chiede le elezioni anticipate e contrasta il governo. Le quattro forze di maggioranza hanno saputo affrontare l’emergenza sanitaria, anche se negli ultimi mesi siamo paralizzati da ritardi e dissensi. Secondo me la priorità è andare avanti con questa maggioranza. Attenzione: un conto è la maggioranza numerica, altro quella politica. Conte è nato nella terra di Aldo Moro, in Puglia, attinga a quelle virtù antiche in cui anche davanti ai più profondi dissensi, non si smarriva la ricerca di una soluzione comune”. 

Tuttavia sia Di Maio che Zingaretti giudicano Renzi ormai inaffidabile. Difficile ricucire, non crede? 

“E’ quanto dicono oggi. Ma nelle crisi politiche quello che si dice oggi non è quello che si dice domani. Basta attingere dall’esperienza di Conte che ha governato con Salvini e poi con Zingaretti ed è stato capace di superare il dissenso del Pd durante il primo anno di governo gialloverde. Ciò che capita oggi è francamente di minore entità”. 

L’ipotesi che prende quota però, è proprio di un governo con i responsabili? 

“Non mi meraviglia, ma non mi fa cambiare opinione: sarebbe un grande errore. La strada maestra è recuperare le ragioni dell’attuale alleanza. In una fase in cui si sta smarrendo la ragionevolezza da parte di tutti, a cominciare da Renzi, la bussola deve essere la politica. Quando la tempesta infuria, la stella polare è la politica”. 

E in via subordinata? 

“L’altra strada è fare un appello non ai singoli parlamentari, ma alle forze politiche di maggioranza e opposizione per una ampia coalizione capace di affrontare la crisi e portare poi il Paese al voto. Lo dico da parlamentare che ha sempre sostenuto il governo e continuerà a farlo: la scorciatoia dei responsabili in odine sparso non mi piace. Come non mi è piaciuta la perdita di tempo di queste settimane. Renzi ha una grandissima responsabilità ma non è l’unico. E’ diventato il bersaglio di comodo di quanti si nascondono dietro di lui avendo intenti personali molto più sfacciati dei suoi”. 

A chi si riferisce?

“Intelligenti pauca”. 

Ora cosa ritiene possa accadere? 

La priorità è costruire un Conte-ter con la stessa maggioranza, fermando la spirale autodistruttiva e la propaganda politica che non serve a nessuno perché le elezioni non ci saranno comunque a breve”. 

Quella è la soluzione che lei preferirebbe. Ma altre opzioni quali sono? 

“Un armistizio delle forze politiche con un governo di salvezza nazionale per andare al voto quando la pandemia lo consentirà”. 

I responsabili alle Camere ci sono già? 

“Per la mia esperienza politica, non credo sia particolarmente difficile in questo momento radunare responsabili. Anche perché è entrata in vigore la riduzione dei parlamentari e non vedo nel Palazzo particolari ansietà elettorali, nemmeno tra i gruppi di opposizione che chiedono elezioni”. 

Fa bene Conte ad avere annunciato al presidente Mattarella che chiederà il chiarimento in Parlamento? 

“Parlamentarizzare la crisi è giusto, fare melina col pallottoliere in mano è poco ‘responsabile'”. 



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