Crisi Ucraina, ecco come offrire il proprio contributo ai profughi

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Una inarrestabile gara di solidarietà, migliaia di famiglie italiane pronte ad aprire le porte di casa per accogliere donne e bambini ucraini in fuga, una catena di raccolta di farmaci, abiti, generi di prima necessità. La macchina dell’accoglienza in Italia gira a pieno ritmo ma c’è necessità di coordinamento per non sprecare gli aiuti ed evitare le truffe che pure stanno cominciando a manifestarsi come in qualsiasi emergenza. Ecco dunque un vademecum per chi vuole dare il proprio contributo.

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Alloggi e posti letto

Sono migliaia gli italiani che si offrono di ospitare i profughi in arrivo, sia mettendo a disposizione stanze in casa propria ma soprattutto abitazioni vuote o seconde case. Chi pensa di poter contribuire in questo modo deve rivolgersi alla prefettura della propria città. Sono i tavoli tecnici insediati dai prefetti, infatti, che smistano i profughi in arrivo sul territorio che non hanno già amici o familiari residenti in Italia che possono ospitarli. Ai tavoli delle prefetture siedono anche i rappresentanti dei Comuni, della Croce Rossa, delle associazioni più rappresentative che si occupano dell’assistenza, dalla Caritas a Sant’Egidio. Quindi le offerte di abitazioni o posti letto possono essere presentate anche a loro. In ogni caso chi, per via privata, dovesse ospitare persone in fuga dall’Ucraina deve dichiararli alle autorità comunali per la loro registrazione e per la presa in carico dell’assistenza sanitaria oltre che del sostegno esterno (a cominciare dal vitto) che verrà garantito dallo Stato.

Contributo in denaro

Quasi tutte le Regioni italiane hanno attivato conti correnti dedicati alla crisi ucraina (che si possono trovare sui siti delle Regioni) a cui poter fare arrivare il proprio contributo. I fondi raccolti verranno poi gestiti di concerto con la Protezione civile nazionale, che coordina gli interventi delle Regioni, per l’acquisto dei beni che vengono ritenuti necessari e del cui reperimento l’Italia è stata incaricata secondo il piano di intervento della Protezione civile europea. Anche le più grandi organizzazioni umanitarie, Unhcr, Save the children, Intersos oltre a Croce Rossa, Caritas, Sant’Egidio hanno aperto raccolte fondi. Le autorità invitano i cittadini a diffidare di organizzazioni non riconosciute che chiedono contributi in denaro destinati ai profughi. Sono già decine le  sospette truffe segnalate.

Generi di prima necessità

Anche in questo caso l’invito è a rivolgersi ai comitati locali di Croce Rossa e Protezione civile o alle grandi associazioni e organizzazioni non governative che siedono ai tavoli in cui vengono coordinati gli aiuti. Il rischio, infatti, è che si raccolgano materiali che non sono richiesti e che potrebbero andare dispersi se non addirittura utilizzati per altri scopi. Oltre a donare è necessario infatti assicurarsi che chi gestisce la raccolta degli aiuti sappia come e a chi farli pervenire. In questo momento – è raccomandato – quello che serve sono soprattuto generi alimentari a lunga conservazione e non abiti o farmaci che vengono invece messi a disposizione dalle Regioni insieme alle apparecchiature sanitarie richieste dal piano di Protezione civile.

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Raccolte private della comunità ucraina

La numerosa comunità ucraina presente in Italia sta ovunque raccogliendo aiuti di ogni genere facendo partire piccoli furgoni o auto private verso le zone di confine con scatoloni pieni di qualsiasi cosa venga messa a disposizione. Se si sceglie di aderire a questo tipo di raccolta, l’invito è di assicurarsi che le persone che gestiscono questi aiuti abbiano già chi – alle zone di confine – sia pronto a riceverli. A Padova, il console onorario dell’Ucraina Marco Toson ha messo a disposizione un vero e proprio hub per coordinare aiuti e disponibilità in tutto il nord Italia. Si può contattare il numero 3898745065 o il sito hopeukraine.it

Un sms per l’Anci

Anche la rete dei Comuni è mobilitata e basta un semplice sms per aderire. ”L’Anci aderisce alla campagna straordinaria di raccolta fondi in soccorso alla popolazione ucraina lanciata da Croce Rossa Italiana, Unicef e Unhcr con il sostegno di Rai per il Sociale. Abbiamo raccolto l’appello che ci è venuto da centinaia di sindaci che si sono fatti portavoce del desiderio fortissimo delle loro comunità: tutti vogliono partecipare all’intervento umanitario urgente in favore delle centinaia di migliaia di persone, donne, anziani, bambini, che fuggono dagli orrori della guerra – spiega il presidente dell’Anci, Antonio Decaro – ‘Inviando un semplice sms o con una chiamata da rete fissa al numero 45525 sarà possibile dare un contributo concreto al lavoro che le principali organizzazioni umanitarie e con loro migliaia di volontari stanno già svolgendo ai confini dell’Ucraina. I fondi raccolti saranno destinati a fornire alle famiglie ucraine protezione, rifugi, coperte, cure mediche, acqua potabile, kit per l’igiene personale e supporto psicologico”.

Raccolta fondi Esselunga-Croce Rossa

Anche Esselunga e Croce Rossa hanno attivato una raccolta fondi. I clienti titolari di carte Fidaty di Esselunga possono dare il loro  contributo utilizzando i punti maturati: ogni 500 punti Fidaty che sceglieranno di destinare all’iniziativa, Esselunga donerà 10 euro in beni di prma necessità e di primo soccorso. E’ possibile partecipare tramite la App e il sito Esseluga e, nei prossimi giorni, anche presso i negozi della catena.

 

 

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