Crisi Ucraina: tolti alla Russia i Mondiali maschili di volley. Taekwondo, ritirata la cintura nera a Putin

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ROMA – Si susseguono, praticamente di ora in ora le prese di posizione del mondo sportivo nei confronti della Russia come conseguenza dell’invasione militare in Ucraina. La Federazione Internazionale di volley ha infatti ufficializzato questa mattina che la Russia non sarà la sede dei Mondiali maschili, inizialmente in programma dal 26 agosto all’11 settembre prossimi. La decisione è stata presa dal Board della Fivb in accordo con il Comitato Organizzatore locale e la Federazione russa di pallavolo perché “naturalmente non esistono più i presupposti per l’organizzazione del torneo”. La Fivb rende poi noto che è al lavoro per trovare un paese ospitante “che possa garantire il regolare svolgimento della manifestazione in un clima di pace e gioia”.

Taekwondo, tolta a Putin la cintura nera onoraria

La World Taekwondo ha deciso di “ritirare la cintura nera onoraria di nono dan” data al presidente russo Vladimir Putin nel 2013. In una nota l’organismo mondiale ha espresso la sua “ferma condanna ai brutali attacchi a vite innocenti in Ucraina. Speriamo in una fine pacifica e immediata di questa guerra”. Gli atleti russi e bielorussi non avranno le loro bandiere o inni agli eventi della World Taekwondo, che non organizzerà né riconoscerà più eventi in nessuno dei due paesi. Domenica la Federazione Internazionale di Judo aveva sospeso Putin dal suo ruolo di presidente onorario.

Rugby: Russia e Bielorussia sospese da Federazione Mondiale

“Sospensione totale e immediata di Russia e Bielorussia da tutte le attività transfrontaliere delle Nazionali e dei club di rugby fino a nuovo avviso. Sospensione totale e immediata della Rugby Union of Russia dall’appartenenza a World rugby fino a nuovo avviso”. Questo è quanto ha deciso la World rugby stessa. “World rugby ribadisce la condanna dell’aggressiva invasione russa dell’Ucraina e dell’agevolazione di questa azione da parte della Bielorussia. La famiglia globale del rugby è unita nella solidarietà con tutti coloro che sono stati colpiti da questi eventi profondamente inquietanti e si unisce alla comunità globale nel chiedere il ripristino della pace”, scrive ancora World rugby. “Il Comitato Esecutivo del World rugby ha deciso di adottare queste ulteriori misure immediate per proteggere la famiglia del rugby e assumere una posizione ferma contro il conflitto in linea con le raccomandazioni del Comitato Olimpico Internazionale – si legge ancora nella nota –  Le decisioni sono state prese tenendo a cuore gli interessi dei valori di solidarietà, integrità e rispetto del rugby. World Rugby rimane anche in contatto con i colleghi della Federazione ucraina di rugby e ha promesso il suo pieno sostegno alla comunità di rugby del Paese”.

Scherma, Europei giovanili: Under 20 Italia non tirerà contro Russia

Le Nazionali italiane impegnate ai Campionati Europei Giovani e Cadetti di Novi Sad 2022, dove oggi sono in programma tre gare a squadre Under 20, non tireranno contro la Russia. La decisione presa dalla Federazione Italiana Scherma, e condivisa con il Coni, scaturisce dalla ferma volontà di lanciare un forte messaggio di condanna rispetto a quanto sta accadendo in Ucraina. “Visto il silenzio della FIE nel recepire l’indicazione del Comitato Olimpico Internazionale, circa l’esclusione della Russia dalle competizioni, l’Italia ha deciso che non presenterà le nostre squadre in pedana negli incontri con la Nazionale Russa”, ha detto il presidente della Federazione Italiana Scherma, Paolo Azzi. Nella rassegna continentale giovanile in Serbia sono di scena oggi le prove a squadre Under 20 di spada femminile, fioretto femminile e sciabola maschile.

F1, caso Haas: Fia medita esclusione di Mazepin

La crisi in Ucraina ha colpito in pieno la Haas, team di Formula 1 con licenza americana ma finanziato dai russi. Una squadra con stabilimenti a Kannapolis in North Carolina e Banbury nel Regno Unito, ma soggetta alle sanzioni della World Anti-Doping Agency (AMA) e della Court of Arbitration for Sport (TAS) contro il Cremlino. I nodi sono infine giunti al pettine. Probabilmente tra poche ore salterà la guida di Nikita Mazepin, che il ‘Mundò in un pezzo che racconta molto bene gli imbarazzi del Circus definisce “il pilota più odiato della griglia”. La scorsa settimana, sulla terrazza hospitality del team sul circuito di Montmeló non c’era papà Dimitry Mazepin, solitamente onnipresente. L’amministratore delegato di Uralkali, uno dei colossi dell’industria chimica russa, main sponsor della Haas aveva appena incontrato, insieme ad altri 37 oligarchi, il presidente russo Vladimir Putin. Quella foto ha girato il paddock, per l’imbarazzo del boss della Haas, Gunter Steiner. Lo stesso pomeriggio alla Haas hanno iniziato a rimuovere gli adesivi del suo sponsor principale e quelli che ricordavano i colori e le strisce della bandiera russa. “Dobbiamo risolvere la situazione Nikita”, ha annunciato il team poco dopo che Liberty Media ha confermato la cancellazione del GP di Russia. Alle condizioni attuali Mazepin avrebbe bisogno di un permesso speciale per viaggiare in alcuni Paesi che ospitano test e gare del Mondiale. Dei 20 Paesi che la F1 visiterà, solo Azerbaigian, Brasile ed Emirati Arabi Uniti consentirebbero l’ingresso senza visto. La FIA, in una riunione straordinaria del World Motor Sport Council, potrebbe decidere oggi di escludere i piloti e i team russi dalle competizioni.

Tennis, Svitolina: “Non giocherò con russe e bielorusse”

La tennista ucraina Elina Svitolina non giocherà a Monterrey dove è stata sorteggiata contro la russa Anastasia Potapova nel suo primo match. Numero 15 del ranking mondiale e prima testa di serie del torneo messicano, Svitolina ha comunicato su Twitter che “non giocherà nessuna altra partita contro tennisti russi o bielorussi fino a quando le nostre organizzazioni adotteranno le misure necessarie. Voglio rendere omaggio a tutti i giocatori, soprattutto russi e bielorussi che hanno coraggiosamente dichiarato la loro posizione contro la guerra. Il loro sostegno è essenziale”. Ma la 27enne di Odessa, che l’estate scorsa ha sposato il tennista francese Gael Monfils, ha sottolineato come gli organi di governo del tennis maschile (ATP), femminile (WTA) e internazionale (ITF) debbano agire: “Credo che la situazione attuale richieda una posizione chiara da parte delle nostre organizzazioni. Noi giocatori ucraini abbiamo chiesto ad ATP, WTA e ITF di seguire le raccomandazioni del CIO e di ammettere atleti russi o bielorussi come atleti neutrali, senza simboli nazionali, colori, inni o bandiere”, ha concluso Svitolina.

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