Croazia, Dalic: “Il balletto del Brasile? Non mi piacerebbe se i miei festeggiassero così”

Pubblicità
Pubblicità

DOHA – “Il balletto del Brasile dopo i gol? Non mi piacerebbe se i miei giocatori festeggiassero così”. Zlatko Dalic, il ct della Croazia, taglia corto sul tema delle coreografie studiate dai calciatori della Seleçao, che durante la goleada con la Corea del Sud hanno spostato l’attenzione dal campo alle danze. Tite, il ct del Brasile, sostiene che certe manifestazioni di gioia fanno parte della cultura del Paese (“Voglio avere un legame con le persone che si identificano con me, con il mio lavoro e che conoscono la mia storia. Tanti ragazzi balleranno e questo non screditerà nessuno. La mia è una connessione con le giovani generazioni. Ho 61 anni e lavoro con quelli che potrebbero essere quasi i miei nipoti. Genero una connessione con loro. Se devo ballare, ballerò. In un modo molto sottile, ho chiesto ai miei ragazzi di nascondermi…”) e che non c’è nulla di offensivo verso gli avversari in questa maniera di celebrare i gol. Però la questione potrebbe accendere una partita già carica delle tensioni ovvie per un quarto di finale del Mondiale.

Nel Brasile che in una sfida ad eliminazione diretta non batte una squadra europea da 20 anni, ora che Neymar è recuperato, l’unica assenza tra i titolari dovrebbe essere quella di Alex Sandro, che ha subito un infortunio muscolare con la Svizzera. Tite si è mostrato dubbioso sul suo utilizzo dall’inizio: “Dipenderà dall’ultimo allenamento, ma sinceramente non dovrebbe essere nella squadra di partenza”. Con Telles fuori causa per l’infortunio al ginocchio, è dunque verosimile che a sinistra giochi di nuovo Danilo e che la formazione sia la seguente: Alisson in porta, Militao, Marquinhos, Thiago Silva e Danilo in difesa, Casemiro e Paquetá a centrocampo, Neymar trequartista con Raphinha e Vinicius ai lati, Richarlison centravanti. Cleber Xavier, uno degli assistenti di Tite, ha spiegato che nonostante la forza dell’avversario, la Croazia finalista dell’ultimo Mondiale, il Brasile non cambierà volto, né tattica: “Non dobbiamo snaturarci, dobbiamo semplicemente giocare una partita di eccellenza, anche se avremo di fronte centrocampisti come Modric, Brozovic e Kovacic. La nostra forza non è solo nel possesso, la velocità nei passaggi e la verticalizzazione, ma anche la marcatura aggressiva. In questo modo dovremo impedire che i tre centrocampisti della Croazia facciano il loro gioco”.

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source