Crociere il grande freddo il virus spegne il business

Crociere, il grande freddo: il virus spegne il business

La Republica News
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Il virus spegne il business che non aveva mai conosciuto crisi, quello delle crociere. I giganti del mare fermati dal nemico invisibile, bloccati a marzo quando la prima onda ha cancellato praticamente tutto, costretti a un nuovo stop, dopo la ripartenza di fine estate. Proprio le crociere avevano fatto leva sui rigidissimi protocolli sanitari a bordo per non fermare la loro attività, presentandosi al mercato come le uniche “zone verdi” del Paese. Il dpcm di fine dicembre ha invece nuovamente azzerato tutto.Anche se non si è ancora chiuso, il 2020 è di fatto già finito, visto che nulla si sposterà per turismo via mare sicuramente fino a gennaio. I dati sono quindi già cristallizzati e per Genova, così come per tutti gli altri porti, sono i peggiori che si possano immaginare. L’anno, infatti, si chiuderà con 150mila passeggeri, contro il milione e 350mila dello scorso anno. Una picchiata che non ha quasi senso leggere in forma percentuale, visto che l’operatività è stata di fatto circoscritta al primo bimestre dell’anno, poi stoppata fino alla seconda metà d’agosto, ripresa in forma molto lieve e nuovamente fermata a dicembre. A riassumere tutto quanto, forse, basterebbe una fotografia, quella della “Scarlet Lady”, prima di quattro navi gemelle ordinate al cantiere di Sestri Ponente della Fincantieri. La nave da crociera con lo scafo dipinto di rosso, firmata per la Virgin Voyages di Sir Richard Branson, ha patito una congiuntura astrale che parrebbe difficile superare in negativo. Consegnata a febbraio, è stata bloccata poco prima dell’inizio delle sue crociere previste nei Caraibi. Riportata in Italia in attesa della ripartenza estiva, ha completato alcune specifiche concordate con il cantiere, ma è nuovamente rimasta ferma, aspettando l’autunno. In attesa di una partenza che non è mai arrivata, la signora scarlatta ha potuto soltanto muoversi di qualche miglio, fra il porto di Genova e il mare. Ora si prepara a dare l’addio definitivo alla Lanterna, che lascerà il 16 dicembre. Non si sa ancora quale porto potrà accoglierla o se sceglierà di restare in qualche rada, rientrando solo per fare rifornimento e cambusa.«Ci apprestiamo a chiudere un anno davvero disastroso sotto tutti i punti di vista — commenta l’ad di Stazioni Marittime Edoardo Monzani — L’emergenza sanitaria ha finito per trascinare con sé l’economia, com’era scontato che fosse. Ripartiamo quindi dai 150mila passeggeri del 2020, ma con ottimismo. Confidiamo nella ripartenza con la primavera, a cominciare dalla Pasqua. Quando si potrà ripartire, l’offerta delle crociere confermerà la sua forza commerciale, che fa sempre leva sul rapporto qualità-prezzo, ma ora aggiunge il rispetto dei più rigidi parametri sanitari dal punto di vista della sicurezza a bordo e a terra». Monzani dà quindi appuntamento al secondo trimestre del 2021 per cominciare la risalita, con l’obiettivo di chiudere l’anno a quota 950mila. «Avremo sempre Msc che ha qui il suo home port e la conferma di una nave di Costa — aggiunge il manager — Il nuovo terminal all’Hennebique? Sarebbe eccellente, ma si può realizzare solo a condizione di intervenire sul Ponte dei Mille di Levante per garantire l’accosto a una grande nave da crociera che potrebbe così sfruttare al meglio la calata Santa Limbania e l’accesso al nuovo terminal, posizionato proprio all’Hennebique».Rispetto alle crociere resiste invece meglio nel 2020 il settore dei traghetti, grazie a un’estate di movimenti comunque significativi per le isole. L’anno si chiude infatti a 1,1 milioni di passeggeri, contro i 2 del 2019. Nel 2021 le previsioni parlano di 1,5, con l’incognita di Tirrenia.



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