Cuneo, assolta la madre di Renzi dall’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta. Il leader di Iv: “Mamma, scusa se subisci tutto ciò per colpa mia”

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E’ stata assolta dall’accusa di concorso in bancarotta fraudolenta documentale Laura Bovoli: per il tribunale di Cuneo la madre di Renzi non può dunque essere ritenuta responsabile per il crack della Direkta,  società che distribuiva porta a porta volantini pubblicitari per la grande distribuzione che era fallita nel 2012.

Laura Bovoli era la titolare della Eventi6, una società di Rignano sull’Arno che commissionava a Direkta lavori per le consegne dei volantini. Secondo l’accusa del pm Pier Attilio Stea, Bovoli e il coimputato Paolo Buono, titolare della Gest Espaces, avrebbero aiutato il titolare della Direkta Mirko Provenzano nel falsare la contabilità della società cuneese. Una tesi che però non ha convinto i giudici che hanno ritenuto evidentemente insussistenti le prove raccolte sia a carico di Bovoli che di Buono, assolvendo entrambi. Provenzano invece aveva già patteggiato una condanna a un anno e otto mesi di carcere.

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“In tanti mi chiedono perchè sulle questioni della giustizia non uso un tono più aggressivo – è il commento dell’ex premier Matteo Renzi e leader di Italia Viva – . Per un motivo molto semplice. Io continuo nonostante tutto a credere nella giustizia. E nella verità. Per esempio oggi tutti i media sono scatenati sui miei avvisi di garanzia: sono curioso di capire quanto spazio verrà dato alla notizia di mia mamma oggi assolta dopo anni di indagini e processi. Assolta dall’accusa di Bancarotta a Cuneo. Perchè? Perchè il fatto non sussiste. La verità arriva, prima o poi. Tante sofferenze ma poi arriva. Continuino pure ad attaccarmi, io non mollo. E soprattutto: ti voglio bene, Mamma. Scusami se hai dovuto subire tutto questo per colpa mia”.

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La questione riguardava l’emissione di note di credito per 78.680 euro, che secondo la procura la Eventi 6 di Bovoli erano il compenso per dei lavori affidati a Direkta. La società di Provenzano  avrebbe emesso le fatture per essere pagata, ed era a sua volta in debito con le cooperative che svolgevano materialmente le consegne: per abbattere questo debito, Provenzano avrebbe chiesto di fornire pezze d’appoggio che attestassero pagamenti inferiori rispetto a quanto pattuito, per colpa di disservizi e ritardi dei subappaltatori. Il processo dunque mirava a capire se Bovoli e Buono avessero agevolato il titolare di Direkta e che ruolo avessero avuto nel suo fallimento.

“Il giudice si è espresso riconoscendo la totale estraneità della signora Bovoli nelle condotte dell’amministratore della società e nella bancarotta – spiega l’avvocato Stefano Bagnera – Dunque c’è profonda soddisfazione per una assoluzione piena, che non lascia spazio a dubbi sulle sue azioni”

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