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Da Bellanova a Gualtieri, da Boccia a Provenzano: gli addi degli ex ministri al passaggio di consegne

La Republica News
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ROMA – “Non ho nulla da recriminare. Continuo la mia battaglia in Parlamento. Ho servito con onore il Paese, ho avuto grandi soddisfazioni dal mondo dell’agricoltura, dalle piccole e grandi imprese”. Teresa Bellanova il giorno dopo le scelte del premier Draghi che l’hanno esclusa dal governo, è combattiva, come sempre. Per l’ex ministra renziana dell’Agricoltura che ha ceduto il passo al grillino Stefano Patuanelli, è momento di bilancio. La cosa di cui va più orgogliosa? “Tante. Mi sono occupata di povertà, il fondo per gli indigenti l’ho fatto io. Di povertà si parla molto però si fa poco. E poi ho cercato come ho potuto di valorizzare le donne…”.

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Bellanova: niente da recriminare

È la giornata degli addii in cui comincia il passaggio delle consegne. Bellanova, che è stata capo delegazione di Italia Viva nel governo giallorosso di Conte, ha commentato a botta calda ieri sera sulla chat del partito: “Care tutte e cari tutti, ho fatto una battaglia a viso aperto e con lealtà. Rifarei per intero tutto quello che ho fatto”, ovvero le dimissioni, la crisi di governo che in molti hanno definito “incomprensibile e al buio”. Dice Bellanova:  “Quel governo era impallato e stava producendo un pessimo Recovery Plan”. Un giudizio e una conferma, che le è costata il ruolo di governo.  

Tra amarezza, dispiacere, ma in alcuni casi anche sollievo, i ministri ormai ex stanno completando gli addii. 

Gualtieri proiettato verso la candidatura a sindaco di Roma

Roberto Gualtieri, il responsabile dem dell’Economia, ha ricevuto nelle ultime ore decine di telefonate, anche dalla Ue, di stima. E lui dice di essere orgoglioso del lavoro fatto e dell’enorme responsabilità avuta in un periodo così difficile. “Siamo riusciti ad affrontare una crisi senza precedenti con il sostegno dell’Europa emettendoci nelle condizioni di sostenere l’economia. La ricetta economica fondamentale è stata efficace e l’Italia si è salvata”, ha detto nell’ultima riunione al Mef. A Daniele Franco, il suo successore al ministero, lascia i dossier ben ordinati e ben avviati. Riferiscono che ha lavorato come un pazzo per il passaggio di consegne, così da mettere nelle condizioni il nuovo governo di partire il prima possibile. Su Gualtieri punta il Pd per una candidatura a sindaco di Roma. Lui per ora non si esprime. Ma lo stesso Carlo Calenda, leader di Azione in corsa per il Campidoglio, aveva già fatto sapere che se ci fosse stata una candidatura di Gualtieri, avrebbe potuto fare un passo indietro. 

Provenzano torna alla Svimez

Anche Peppe Provenzano, il giovane ministro dem per il Sud, ha già provveduto al passaggio delle consegne. Il report Piano Sud 2030, sullo sviluppo e coesione dell’Italia, è stato inviato a Mara Carfagna, forzista, che gli succede. Inutile nascondere che in quel ministero ci lascia il cuore, perché di Mezzogiorno si è sempre occupato Provenzano, anche a Svimez, dover ritornerà a lavorare. Sempreché il Pd non intenda candidarlo come governatore della Sicilia quando sarà il momento. 

Intanto con l’evidenziatore ha segnato per la neo ministra le cose che gli stavano a cuore e che spera non siano archiviate, a cominciare dalla premessa: “L’Italia ha molte fratture. Le disuguagliane e le divisioni si combinano e si accentuano nei luoghi. Colmare i divari territoriali non è solo un atto di giustizia, è la leva essenziale per attivare il potenziale di sviluppo inespresso del nostro Paese”. 

Boccia passa le consegne a Gelmini

Francesco Boccia, invece, ministro ora ex degli Affari regionali ha scelto un addio con lettera al presidente delle Regioni, Stefano Bonaccini. Un ringraziamento: “Gentilissimo presidente, caro Stefano, nel momento in cui mi appresto a lasciare l’incarico di ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, desidero esprimere, attraverso te, i miei più calorosi sentimenti di gratitudine a tutti i presidenti, ai dirigenti, alle donne e agli uomini delle Regioni italiane. È stato un privilegio per me servire lo Stato ed è stato un grande onore farlo con voi in uno dei momenti più drammatici”.  Ci sono state tensioni certo, solidarietà, scambi personali emotivi: “E non posso non citare la vostra totale vicinanza e collaborazione quando il Covid-19 ha colpito anche me”. Quindi gli auguri alla forzista Maria Stella Gelmini, che prende il suo posto. 

Più complicati alcuni passaggi, come quello della ministra dell’Istruzione, la grillina Lucia Azzolina contestata da mesi dalla Lega come dai renziani. Così quello del ministro Guardasigilli, Alfonso Bonafede la cui linea politica sulla giustizia è uno dei dossier su cui il nuovo governo rimetterà completamene mano.  



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