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Da Fedez a Pio e Amedeo, l’intreccio indistinguibile tra show, politica e diritti

La Republica News
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La tempesta perfetta, si fa per dire, si scatena il 1° Maggio e si porta via tutte le buone intenzioni, il lavoro che non c’è, la musica live che ritorna in festa, tutto e tutti. L’edizione passa alla storia come quella del caso Fedez-Rai, classica situazione in cui enorme è il disordine sotto il cielo e la situazione è caos e basta. Da un lato il rapper più omaggiato, dall’altro la Rai della quale si intuiscono micidiali dissidi al vertice, già normali in tempi normali figuriamoci in un periodo di fine mandato, più o meno forzoso. Volano accuse da paura, censura etc, si consumano pessime figure epocali cercando goffamente di smentire quello che in tempi social, e con Fedez di mezzo per di più, non solo è invece dimostrabile ma è costruito per propalare e diffondere ovunque. La Rai accusa: il video della telefonata con la vice-direttrice di Rai 3 è manipolato, ma non può smentire la sostanza e soprattutto dell’intera telefonata non importa a nessuno e poi supererebbe il minuto, quindi si annoierebbero tutti.

Fedez ha giocato tutte le sue carte, essendo Fedez: per qualcuno di rango appena inferiore sarebbero scattate misure di repressione vera e si sarebbe sentita la voce del padrone, o quello che è: ma con Fedez non si può. La Rai dall’altra parte è quella istituzione barcollante che sappiamo e con un vertice espresso da un Governo che appare preistoria (fino al prossimo giro, almeno). E quindi guai: i leghisti in Commissione di Vigilanza minacciano “Allora il Concertone lo paghino solo i Sindacati” e siamo ai piatti che volano. Magari sarebbe servita una eventuale figura mediatrice che avrebbe razionalizzato il tutto (tipo far dire a Fedez quello che voleva, abbassare il clamore, contrapporre qualcos’altro, conoscere qualche dinamica dell’attuale comunicazione). E dove sta? Fedez quindi, citazione Mentana, si sostituisce di netto alla politica, la politica rincorre lui, sui social è festa grande e la missione è più o meno compiuta. I temi veri? (lavoro, lavori, musica e anche il ddl Zan?) Vedremo.

Nelle giornate infuocate, passa anche lo scontro totale su temi cruciali (tolleranza, diversità etc.) e passa da Pio e Amedeo – purtroppo per loro surclassati in poche ore dal caso Fedez. I due comici l’altra sera nella loro ultima puntata su Canale 5 cascano con tutte le scarpe nella più classica delle trappole. Invece di essere scorretti e basta – e magari anche divertenti – come sanno fare, cedono alle lusinghe del movimento anti-correttista (un nugolo di ossessionati che strillano se due, incontrandosi, si dicono buongiorno) e si mettono a declamare il decalogo dello scorrettismo totale – magari c’era anche una vaghissima intenzione autoironica ma di questi tempi buonanotte – offendendo a raffica. Ed eccoli, i celebrati comici foggiani, diventati all’improvviso scomodini da notte (cit.) con milioni di persone offese soprattutto per il modo stupidino di affrontare cose simili. E appunto, la confusione è grande sotto il famoso cielo e l’intreccio ormai indistinguibile tra show, politica, diritti, istanze, passioni civili etc etc, incendiato ogni giorno dal primo che passa e ne ha i mezzi, è diventato la vita vera di tutti.



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