Da Gotti a De Zerbi, dall’1 luglio cinque allenatori potrebbero rifiutarsi di andare in panchina

Libero Quotidiano News

Sullo stesso argomento:

Claudio Savelli 25 aprile 2020

Cinque allenatori di serie A su venti hanno il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno. Fosse una stagione normale, ognuno di loro avrebbe un quadro chiaro in mente, ora invece la prospettiva è nebulosa per tutti. I tecnici in scadenza vivono in prima fila il paradosso del calcio che vuole ripartire: le istituzioni si preoccupano dei protocolli sanitari ma al contempo tralasciano la burocrazia, nonostante entrambe le cautele siano necessarie per riprendere (e terminare) la stagione.I cinque sono Nicola (Genoa), Gotti (Udinese), Longo (Torino), Di Biagio (Spal), De Zerbi (Sassuolo). Ci sarebbe anche Juric (Verona), ma è l’ eccezione: in caso di salvezza, ormai quasi certa, il suo contratto si prolunga automaticamente di un’ altra stagione. E infatti le parti discuteranno di un prolungamento oltre il 2021, protette dalla clausola che sistema l’ inghippo della disgraziata annata ancora in corso. I primi quattro sono invece subentrati in corsa, quindi hanno bisogno di conquistarsi la conferma, mentre De Zerbi è artefice di buone stagioni, quindi forse già oggetto di trattative.Gli allenatori ammettono di non sapere nulla, e non mentono. Nessuno ha dato loro indicazioni e nemmeno ne sono arrivate ai club. La Fifa, che a inizio mese era convinta di poter imporre una proroga dei contratti, ha fatto marcia indietro. Si è limitata a suggerire “tatto” nelle trattative, obbligatorie visto che i contratti andranno rivisti uno ad uno, sia per gli allenatori che per i calciatori in scadenza. E ha lasciato l’ incombenza alle federazioni. L’ obiettivo è sostituire la data di scadenza con un più generico “fino al termine della stagione calcistica”.Visto che è tutto in mano alle parti, i casi possono essere infiniti. Se c’ è interesse del tecnico a concludere la stagione con la squadra, è probabile che si raggiunga l’ accordo. Se invece non c’ è unione di intenti, i mister hanno diritto a terminare il lavoro come indicato dal contratto e, dal primo luglio, di osservare la loro squadra dal divano. Anche se non è detto che convenga loro: la Fifa non ha intenzione di aprire al deposito dei nuovi contratti, quindi non potrebbero cominciare ad allenare un’ altra squadra.L’ unica tutela è il buonsenso. L’ allenatore dissidente comprometterebbe la sua immagine professionale. In più, non è detto che sia ancora desiderato: le società non hanno più fretta perché non conoscono i budget per la prossima stagione. Quindi è nell’ interesse delle parti trovare un accordo che prolunghi il matrimonio. Solo che ne dovranno discutere, anche sul piano economico, e quando ciò accade senza alcuna “legge”, il rischio di mandare tutto all’ aria è, appunto, nell’ aria. 

Please enable JavaScript to view the comments powered by Disqus.

Go to Source

Commenti l'articolo

Rispondi