Da Ikea a Apple, i grandi marchi dell’Occidente in fuga da Mosca

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ROMA – Più di 30 anni fa, con la fine dell’Unione Sovietica, era iniziata la loro lenta conquista di un mercato – quello russo – fino a quel punto sostanzialmente chiuso alle imprese occidentali. Ora, con la brutale aggressione di Mosca nei confonti dell’Ucraina, i grandi marchi Ue e Usa hanno iniziato la ritirata. L’ultima in ordine di tempo oggi è stata Ikea. Il colosso svedese dei mobili ha annunciato la sospensione di tutte le attività in Russia e Bielorussia.

“La guerra ha un enorme impatto umano e provoca anche gravi interruzioni della catena produttiva e commerciale, motivo per cui le società del gruppo hanno deciso di sospendere temporaneamente le attività di Ikea in Russia”, ha detto in una dichiarazione il gruppo, che nel Paese vanta 15 mila dipendenti, 17 negozi e tre impiani di produzione.  Una decisione, quella dell’azienda, accompagnata anche da una donazione di  oltre 400 milioni di corone svedesi (circa 37 milioni di euro) per aiutare le persone costrette a fuggire a causa dell’aggressione russa.

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Ieri a dare l’addio a Mosca era stato il colosso svedese del fast fashion H&M che aveva annunciato una sospensione “temporanea” delle vendite nel paese, che rappresenta il sesto mercato per importanza, dicendosi “preoccupato per i tragici sviluppi in Ucraina” ed esprimendo “vicinanza a tutte le persone che stanno soffrendo”. Martedì era stata la volta di Apple. Il colosso di Cupertino aveva annunciato la sospensione della vendita di tutti i suoi prodotti in Russia in risposta all’invasione ucraina, affermando anche di volere fermare tutte le esportazioni dei suoi prodotti in Russia e  limitando l’uso di Apple Pay e altri servizi. Porte chiuse poi sull’App Store per RT e Sputnik, canali della propaganda di Mosca, recentemente “spenti” in Europa dall’Unione Europea

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Una mossa che si allinea a quanto già fatto nel complesso da Big Tech. Con Youtube, marchio della galassia Google, che ha scelto di oscurare i due canali sulla propria piattaforma mentre un provvedimento analogo è stato adottato da Meta (Facebook) e Twitter. Parziale ripiegamento anche per Netflix, che ha sospeso invece tutti i propri progettti futuri in Russia. “Netflix sta valutando la situazione”, ha detto una fonte di “Variety”. Sospese anche le uscite nei cinema russi delle grandi produzioni amerciane Warner Bros, Disney e Sony. Tra questi, l’ultimo capitolo di Batman, in uscita questo venerdì e invece sospeso a tempo indeterminato. Iniziative ancora più energiche, nei giorni scorsi, aveva invocato il ministro per la trasformazione digitale del governo ucraino Mykhailo Federov, che aveva chiesto ai colossi digitali di sospendere le loro operazioni in Russia.

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