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Da lunedì più di 6 milioni di studenti a casa. Ma la dad si avvicina per 9 studenti su 10. Ecco dove le scuole sono chiuse regione per regione

La Republica News
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Quasi sei milioni di studenti non torneranno sui banchi lunedì. Per loro la scuola sarà di nuovo in Dad. Così sarà per tutti i ragazzi delle zone rosse e anche delle fasce bianche, gialle o arancioni in cui i presidenti di Regione o i sindaci hanno deciso restrizioni locali alla frequenza in aula. Con l’eccezione di circa 200 mila alunni con disabilità o particolari problemi formativi che potranno continuare a sedersi tra i banchi per non essere lasciati indietro e, qua e là, anche per i figli di medici, infermieri e di chi svolge altre attività essenziali come prevede il Dpcm del 2 marzo del governo Draghi.

Ma non è finita. Perché i numeri potrebbero aumentare, e di molto, se i governatori delle zone ad alto rischio (quelle, cioè, con 250 casi settimanali ogni 100 mila abitanti) decidessero anche loro di chiudere del tutto gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, dagli asili nido alle scuole secondarie superiori. Una possibilità sempre prevista nel decreto del presidente del Consiglio. In quel caso, secondo una proiezione del sito Tuttoscuola, sarebbero 7,6 milioni gli studenti, piccoli e grandi, connessi alle lezioni da casa in tutta Italia: 9 su 10.

Sembra di essere tornati a un anno fa, al lockdown totale di marzo dell’anno scorso, perché uno stop nei numeri così ampio alla didattica in presenza non si vedeva da allora. Parliamo di 3 milioni e 500 mila bambini della scuola dell’infanzia e primaria, un milione e 500mila alunni delle medie e 2 milioni e 600mila studenti delle superiori su un totale di 8 milioni e mezzo di scolari. In pratica, stando al numero di contagi, solo in Sicilia, Valle D’Aosta e Sardegna gli studenti resterebbero in classe, e neanche tutti.

Guardando l’Italia da nord a sud, a oggi in Valle D’Aosta le scuole sono in presenza per tutti tranne che alle superiori dove va in classe un liceale su due: la dad è al 50%. In Trentino le scuole sono aperte nonostante l’alta incidenza dei contagi che preoccupa ma il presidente della provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti ha ribadito la volontà di continuare su questa linea se il territorio restasse arancione e non diventasse rosso.

La Lombardia è in arancione rafforzato, questo significa che il governatore Attilio Fontana ha deciso la chiusura di tutti gli istituti scolastici a eccezione degli asili nido. Nei Comuni rossi sono chiusi anche quelli. Mezzo Piemonte, sempre da lunedì, sarà in dad totale con lezioni online al 100 per 100 per tutte le scuole delle aree più critiche della regione. Si salva per ora Torino città dove restano in presenza nidi, materne, elementari e prima media.

In Veneto Luca Zaia ha deciso di tenere le scuole aperte ma la situazione è in monitoraggio costante. La Toscana le ha chiuse tutte in 40 Comuni su 273, dagli asili in su. Il presidente di Regione Stefano Bonaccini ha dichiarato tutta la Romagna zona rossa e dunque nelle provincie di Ravenna, Forlì-Cesenza e Rimini stop a nidi e materne, dad al 100% per tutti gli altri.

In Abruzzo gli istituti sono chiusi, mentre in Umbria gli alunni restano in presenza tranne che alle superiori dove sono in dad. Come nelle Marche, dove restano aperti gli altri istituti, tranne che nelle province di Ancona e Macerata dove le lezioni si svolgono da casa anche per i ragazzini di seconda e terza media. Nel Lazio gli alunni sono tutti sui banchi fino alle superiori dove la presenza è al 50%. Nella provincia di Frosinone invece, ora zona rossa, tutti a casa.

La Basilicata e il Molise erano già rossi e dunque le scuole sono chiuse da giorni e gli alunni in dad. Con l’ultima ordinanza anche la Puglia ha stabilito, fino al 14 marzo, la sospensione delle lezioni in presenza. Ma il governatore Michele Emiliano dice: “Ora sia il governo a decidere”. Lo stesso in Campania, “per completare – ha detto il presidente Vincenzo De Luca – la vaccinazione del personale scolastico”. In Calabria è stata disposta, sempre con ordinanza, la chiusura, sempre da lunedì, di tutte le scuole. Con una specifica: i servizi educativi per la fascia 0-36 mesi possono restare aperti.

Va meglio in Sicilia dove la dad resta solo, al 50%, per gli studenti delle superiori. L’ultima ordinanza consente di riestendere la percentuale di lezioni in presenza al 75%. Christian Solinas, governatore dell’unica regione bianca d’Italia, la Sardegna, ha emanato un provvedimento ad hoc sulle scuole: chiuse nei comuni rossi, aperte nel resto dell’Isole ma alle superiori lezioni in presenza al 50% fino a un massimo del 75%.



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