Da Olga Tokarczuk a Ian McEwan: l’appello della cultura per liberare Margot

La Republica News

BERLINOLa Polonia moderna, europea, occidentale da oggi non è più sola. Soprattutto nella lotta contro la politica omofoba del governo di maggioranza. Pedro Almodóvar, la Nobel polacca per la Letteratura Olga Tokarczuk, Ian McEwan e molti altri dei massimi nomi della cultura contemporanea hanno lanciato, e pubblicato con l´aiuto di Gazeta Wyborcza, un appello-lettera aperta per Margot, la transessuale leader del movimento LGBTQ arrestata arbitrariamente e brutalmente percossa dalla polizia nella capitale polacca.I nomi dei firmatari dicono tutto da soli. Troviamo tra gli altri Olga Tokarczuk, Pedro Almodóvar, Ian McEwan, Margaret Atwood, J.M.Coetzee, Ed Norton, Ed Harris, Paul Auster, Leila Slimani e molti altri grandi della cultura contemporanea. Nel loro testo chiedono alle autorità polacche la liberazione immediata di Margot e la rinuncia a ogni azione giudiziaria contro di lei, in nome della libertà di pensiero e di espressione e della libertà delle minoranze, valori costitutivi del mondo libero.”La nostra lettera aperta ha come primo destinatario la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen”, sottolineano i grandi della cultura mondiale. E aggiungono: “Esigiamo la liberazione immediata di Margot e delle sue compagne e compagni di lotta non violenta arbitrariamente detenuti e sottoposti a vessazioni d´ogni genere. La politica omofoba in Polonia, lo constatiamo, è divenuta pratica quotidiana, strumento per avere una minoranza come capro espiatorio e criminalizzare avversari politici e critici. Non occorre ricordare quali tristi precedenti storici ciò evochi”. E ancora: “Margot e le sue compagne sono arrestate, intimidite, brutalizzate, perché il partito al potere ha fatto di loro il capro espiatorio e della dura campagna omofoba un suo strumento politico prioritario, ciò è incompatibile coi valori costitutivi dell’Unione europea e del mondo libero”.L’appello continua: “Margot e gli altri attivisti non violenti LGBTQ detenuti sono da considerare sotto ogni aspetto detenuti politici, anche questo è inaccettabile nella Ue. La persecuzione e le violenze fisiche contro gli LGBTQ aumentano in Polonia ogni giorno”.         


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