Da rifugiato a fotografo, ora insegna ai bambini in Mali: “Con le immagini racconto il mio passato e il mio presente”

Pubblicità
Pubblicità

Mohamed Keita è nato in Costa d’Avorio ed è arrivato in Italia quando era ancora minorenne, dopo aver viaggiato molto per fuggire dalla guerra. Una volta a Roma, ha vissuto per qualche mese in strada, vicino alla stazione Termini, e ha conosciuto la fotografia grazie a un volontario del “Civico Zero” di San Lorenzo, un centro di accoglienza migranti finanziato da Save The Children. Oggi, all’età di 26 anni, è un fotografo riconosciuto e sta pubblicando il suo primo libro, dal titolo “Roma 10-20”, una raccolta dei suoi scatti nella capitale. Nel 2017 ha fondato “Kenè” – che in mandingo significa “spazio” – una scuola di fotografia per bambini e ragazzi a Bamako, in Mali, dove insegna loro “un nuovo modo di guardare il mondo”. Il suo sogno è aprire altre scuole, magari proprio qui nel Paese che l’ha accolto, in Italia. Il suo primo scatto in assoluto ritrae un cartone, una busta di plastica piena di vestiti e una borsa nera: tutta la sua vita in un bagaglio, tutto quello che aveva quando è scappato dal suo Paese.

Di Giulia Ciancaglini, riprese di Maurizio Stanzione

Pubblicità

Pubblicità

Go to Source