Dal Kent a Desio per vaccinare la figlia: “Vaccinarla è un rischio? Lo è di più il virus” di Andrea Lattanzi

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“Lei è contentissima e noi con lei. Sa perché siamo venuti qua e adesso è cosciente di essere più protetta”. Alice Chapman-Hatchett, la donna inglese di 44 anni che ha guidato dall’Inghilterra fino a Desio, in provincia di Monza, per vaccinare la figlia di nove anni, è appena uscita dal centro vaccinale pediatrico. “Da noi la sua fascia d’età non è ricompresa nelle vaccinazioni e – racconta – siccome nel Regno Unito non ci sono reali misure di sicurezza nelle scuole ho voluto proteggerla con il vaccino”. Alice, a seguito della vaccinazione, ha incontrato il dg dell’asst Brianza Marco Trivelli, col quale ha avuto un colloquio. Giunta in italia assieme al marito Giuseppe, originario della zona, ha potuto vaccinare la figlia in virtù della doppia cittadinanza. “So che i genitori hanno molti dubbi perché il vaccino è un rischio – continua – e a loro dico che sì il vaccino è un rischio ma il covid lo è ancora di più perché non lo conosciamo”. Incontrando il infine una battuta sul premier britannico Boris Johnson, che aveva affermato come gli inglesi amassero più degli italiani la libertà e per questo fossero più soggetti ad assembramenti e contagi: “Guardi, lui non parla proprio a mio nome”.

di Andrea Lattanzi

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