Dal Pino Lockdown La serie A non si ferma. Il governo Non ci ha mai risposto

Dal Pino: “Lockdown? La serie A non si ferma. Il governo? Non ci ha mai risposto”

La Republica News
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“In caso di nuovo lockdown il campionato di Serie A continuerà? Certamente sì, non vedo motivo per interromperlo”: lo ha spiegato il presidente della Lega Serie A, Paolo Dal Pino nella puntata numero 600 de La Politica nel Pallone su Gr Parlamento, la trasmissione di Emilio Mancuso. Lo scorso anno ci fu un lockdown in tutta Italia e il campionato si bloccò per un paio di mesi, ora un lockdwon di tutte le Regioni pare sia scongiurato.Si gioca quindi, pur con difficoltà. “Ho scritto al Governo e non ho mai ricevuto una risposta scritta. Stessa cosa vale per Gravina. Vedo che in Inghilterra il premier Johnson si sta occupando direttamente di alcune tematiche della Premier, lo stesso è successo con la Merkel in Germania. Il calcio non è solo un’industria molto importante ma è anche nel dna dell’Italia. Credo che la banalizzazione del calcio faccia male a tutti, è un elemento importante nella nostra cultura e nella nostra società. Dal governo mi aspetto soprattutto sensibilità, ci sono 32 milioni di italiani che seguono questo sport con entusiasmo, E’ una industria importante ma che va oltre questo valore, mi aspetto attenzione e cura, quando parliamo di differimento di termini di pagamento, e stiamo cercando di occuparci peraltro da soli del nostro futuro”. Ma pare che nella Finanziaria al momento non siano state prese in considerazione le richieste del calcio: Gabriele Gravina, n.1 della Figc, comunque si augura che possano essere inserite nel dibattito parlamentare dopo la presentazione della bozza della Finanziaria. Gravina aveva parlato col ministro Gualtieri.
“Non abbiamo chiesto soldi allo Stato – spiega Dal Pino – Abbiamo inoltre chiesto la reintroduzione, per i prossimi 24 mesi, del betting. L’eliminazione del betting ha sottratto alla casse della Serie A valori molto importanti, perché è un elemento di sponsorizzazione importante che in tutti gli altri Paesi d’Europa esiste, e questo costa zero allo Stato italiano, è il riconoscimento una voce potenziale di ricavo che in un momento come questo è fondamentale”, ha proseguito Dal Pino che sul futuro della Lega e l’ingresso dei Fondi ha aggiunto: “Noi dobbiamo fare il nostro, dobbiamo rivedere il nostro business model, trasformare la Lega Serie A in una media company, e prenderci in mano il nostro futuro. A questo dò molta importante perché bisogna fare un lavoro in casa per ridare un indirizzo strategico forte alla Lega. Noi abbiamo perso circa 600 milioni quest’anno, dovuto alle misure restrittive, abbiamo chiesto che ci siano delle misure di ristoro, noi paghiamo oltre un miliardo di contributi all’anno, e la nostra richiesta è stata solo quella di differire i termini di pagamento. Evitiamo le banalizzazioni, ci sono 300mila persone che lavorano in questa industria che in questo momento sono in grandissima difficoltà”, ha aggiunto Dal Pino. L’assemblea intanto slitta da mercoledì a giovedì, ma fonti della Lega assicurano che non ci sono problemi in vista nonostante le tante manovre di disturbo. 


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