Ddl Zan, Barbara Masini (Fi): “Un accordo con il centrodestra è possibile”

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Ora che Enrico Letta ha aperto ad una mediazione sul ddl Zan, la palla passa al centrodestra. “Penso che sia possibile arrivare ad un compromesso sull’articolo 1 e sull’articolo 4”, dice Barbara Masini, senatrice di Forza Italia. Liberal e omossessuale, fosse per lei il testo sarebbe già legge, ma è consapevole che per ottenere il via libera dovrà passare la prova dei numeri in Senato. La condizione indispensabile è un accordo largo.

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Senatrice Masini, Letta apre alla mediazione. È possibile un accordo tra centrodestra e centrosinistra?
“Io una mediazione l’ho sempre auspicata. Se si è aperta un’interlocuzione credo ci sia la volontà di fare un tentativo affinché questa legge possa essere portata a casa. Evidentemente ci sono state delle valutazioni da parte di alcune forze politiche sul fatto che, senza un compromesso, l’approvazione del testo non sia realizzabile”. 

Onde scongiurare una bocciatura, su quali punti della legge è necessario arrivare ad un accordo? 
“Io penso che sia possibile arrivare ad un compromesso sull’articolo 1 e sull’articolo 4, quello sulla tutela della libertà di espressione. In merito a quest’ultimo dico che si tratta di un principio già presente all’interno della Costituzione. Non è necessario, è ridondante. In più, visto che alcuni lo interpretano come una limitazione della libertà, è meglio toglierlo a questo punto. Tanto c’è la Costituzione a tutelare la libertà di espressione”.

L’articolo 1, invece, è quello che definisce le categorie a cui si rivolge la legge, tra cui l’identità di genere. Va tolto anche questo?
“Non sono contraria al concetto di ‘identità di genere’, lo sottolineo. Entrando nel merito, è vero che si tratta della parte che definisce le varie categorie di cui si occupa il ddl Zan, ma non è questo l’articolo che le protegge. Le tutele sono inserite all’interno dell’articolo 2 e nell’articolo 3”.

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Voterebbe la legge così com’è?
“Ho sempre detto che questa è una legge necessaria. Poteva essere scritta meglio, certo, ma in relazione alla sua indispensabilità, qualora per mancanza di un compromesso dovesse venir meno la possibilità di una sua approvazione, io la voterei comunque”. 

C’è una linea rossa oltre la quale non sarebbe disposta a seguire il resto del centrodestra?
“Ove venissero meno determinate tutele non sarei disposta a seguire i miei alleati. Vista la mia storia personale avrei anche la comprensione dei miei colleghi, ma certamente non sarebbe una scelta facile per me, ma sono fiduciosa in un accordo ampio. Sarebbe un bel risultato per il Parlamento”. 

Quella per i diritti Lgbtq è una battaglia di sinistra?
“No. Anzi, penso che queste siano battaglie di tutti, non solo della sinistra. In più dico che con il ddl Zan il centrodestra ha cambiato atteggiamento su certi temi. Io non sento più dire da nessuno che la tutela dei diritti Lgbtq non è necessaria”. 

Però non si può dire che il centrodestra non abbia cercato di ostacolare questa legge, facendo ostruzionismo o formulando proposte irricevibili da parte dei sostenitori del testo.
“Rispetto alla Camera il centrodestra ha presentato un numero di emendamenti più basso. Non solo: le parole e i temi usati per opporsi al ddl Zan mi sembrano diversi rispetto a quelli usati a Montecitorio due anni fa”. 

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