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Ddl Zan: in arrivo il testo alternativo di Lega e Forza Italia, il “centrodestra di governo”

La Republica News
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ROMA – “Non c’è un centrodestra contrario ai diritti degli omosessuali, non c’è un centrodestra su posizioni retrograde”. Mariastella Gelmini, ministra forzista degli Affari regionali, ha tessuto la tela di un accordo con Salvini per avere un disegno di legge contro l’omofobia di tutto il centrodestra. Niente insomma fughe in avanti leghiste. Forza Italia c’è. Non è d’accordo con il disegno di legge che porta il nome del deputato dem e attivista lgbt, Alessandro Zan, già approvato dalla Camera il 4 novembre scorso, però Licia Ronzulli per FI ne ha preparato uno a sua firma che, integrato, diverrà ora la proposta del “centrodestra di governo”, come si firmano Lega e Fi, dal momento che Giorgia Meloni ha portato Fratelli d’Italia all’opposizione. 

E Gelmini rassicura anche Alessandro Zan: “Non deve temere le trappole del centrodestra ma le contrapposizioni nel suo ddl. Non c’è un centrodestra contrario ai diritti degli omosessuali”, ripete. Tecnicamente il testo del centrodestra interviene sull’articolo 61 del codice penale, ponendo una aggravante per orientamento sessuale nella fattispecie della discriminazione comune. Ma soprattutto affronta la questione della libertà d’espressione che, osserva Gelmini, “è il punto debole del ddl Zan”. Denuncia: “È curioso che chi vuole difendere la libertà poi non consenta che si possano avanzare perplessità su una legge, perplessità che anche io ho manifestato”. 

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Ma per Pd, M5S, Leu e renziani è un modo per fare melina e semplicemente allungare i tempi. I giallo-rossi temono l’ostruzionismo leghista, che del resto si è manifestato nei mesi scorsi non consentendo che il ddl Zan fosse messo neppure in calendario. E comunque il presidente della commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari afferma che già domani la discussione comincerà ovviamente con il lungo percorso delle audizioni e del lavoro per trovare un testo base contro l’omofobia. 

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Una riunione pomeridiana di Dem e grillini punta ad accelerare l’iter del ddl Zan in ogni modo. Alessandra Maiorino per i 5Stelle e Monica Cirinnà per il Pd fanno pressing perché la legge contro l’omotransfobia sia già messa nell’agenda dei lavori dell’aula di Palazzo Madama. Ci sarebbe così un dead line, oltre la quale non sarà possibile andare. Finora i 5 Stelle hanno raccolto una quarantina di firme, tutte del Movimento, per chiedere alla presidenza del Senato la calendarizzazione urgente del ddl (serve un decimo dei senatori), per avere appunto una data certa per l’esame in aula pur continuando, nel frattempo, l’esame in commissione. Martedì poi, i senatori del Pd si riuniscono con il segretario Enrico Letta proprio per parlare di ddl Zan e di diritti civili su cui non arretrare.  

Intanto il presidente Ostellari rincara: “Noi non abbiamo alcuna paura di confrontarci con chi ha idee diverse. Voglio sperare che lo stesso valga per i senatori della ex maggioranza giallo-rossa. Domani presenterò la relazione sul ddl Zan e tutti i testi di legge ad esso collegati. Poi dichiarerò aperta la discussione e i colleghi potranno confrontarsi nella sede prevista dalla Costituzione: la commissione. Le leggi si fanno qui”. 



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