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Ddl Zan, nel weekend 50 piazze per dire sì alla legge. Ma a Milano sfilano anche i contrari di Pro vita

La Republica News
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Già 50 le piazza confermate per la mobilitazione che da sabato 15 a lunedì 17 maggio manifesterà per chiedere l’approvazione rapida (e senza modifiche) del disegno di legge per la prevenzione e il contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità: il ddl Zan. “Legge Zan e molto di più: non un passo indietro” è lo slogan scelto per la mobilitazione. Sabato 15 maggio le associazioni lgbti, tra cui Arcigay, scenderanno in piazza nelle città (in rodine alfabetico) di Alessandria, Ancona, Avezzano, Aosta, Bari, Bergamo, Bolzano, Cagliari, Caserta, Castiglione delle Stiviere, Catania, Chieti, Como, Cremona, Cuneo, Ferrara, Firenze, Frosinone, L’Aquila, Lecce, Modena, Padova, Pavia, Pesaro, Piacenza, Pisa, Pomezia, Potenza, Reggio Calabria, Reggio Emilia, Rieti, Rimini, Roma, Rovigo, Siena, Taranto, Trento, Udine, Varese, Verona, Vicenza, Viterbo e Vittoria.

I contrari di Pro vita in piazza Duomo

Ma sempre sabato a Milano, alle 15 in piazza Duomo, manifesteranno, organizzati da “Restiamo liberi” i contrari alla Ddl Zan. Pro vita, attraverso Toni Brandi, è pronta pronta a manifestare (come già fatto a novembre nella medesima piazza) “contro il bavaglio al libero pensiero e perché i nostri figli non vengano indottrinati alla teoria del gender con la scusa della giornata contro l’omofobia”. Ossia il grande appuntamento internazionale di lunedì 17.

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Ma domenica a Milano il partito del pro-Zan

Domenica però sarà tutta dominata dai fautori del DDl Zan. A partire dalla piazza di Milano. E poi da quelle di Monza, Napoli, Novara, Palermo e Salerno. Lunedì 17 maggio si manifesterà infine a Messina e Piombino. “In Italia, il Paese è molto più avanti della politica: lo diciamo da sempre e siamo certi che anche in questa contingenza, cioè nel dibattito sull’approvazione della legge contro omotransfobia, misoginia e abilismo, la politica tenga in ostaggio l’iter legislativo per una dinamica autoreferenziale che non ha nulla a che fare con il paese reale”, ha dichiarato Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.



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