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Ddl Zan, piazze gremite per l’approvazione della legge contro l’omofobia

La Republica News
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Il giorno della piazza per chi vuole approvare subito il ddl Zan e chi cerca di bloccarlo. Un momento di confronto che arriva alla vigilia della Giornata internazionale contro l’omofobia, la bifobia e la transfobia che si celebrerà lunedì. Voluta dall’Unione europea nel 2007, in Italia assume un’importanza particolare alla luce del duro confronto parlamentare sul disegno di legge che, approvato alla Camera, è all’esame del Senato. Duramente contrastato da Lega e Fratelli d’Italia e una parte di Forza Italia.

In decine di piazze italiane a favore del ddl Zan. Il raduno nazionale si è svolto a Roma, in piazza del Popolo, all’insegna dello slogan “Per la legge Zan e molto di più: non un passo indietro”. Piazza gremita pur tenendo conto del distanziamento anti-Covid. “Una cosa del genere non si vedeva da tanto tempo: 120 realtà che vengono da tutta Italia. Ci ritroviamo in piazza così con tanti mondi, non solo quello Lgbt, ma anche quello delle donne e delle persone disabili. Quindi è una piazza intersezionale”, ha spiegato Claudio Mazzella, presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

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“Respingiamo con forza i tentativi di indebolimento del testo di legge: lo diciamo con fermezza, non un passo indietro dal testo di legge già approvato alla Camera, perché quel testo è già il minimo che il nostro paese possa fare per unirsi finalmente al consesso degli altri Paesi dell’Europa occidentale”, spiega Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay.

 “I senatori di tutti gli schieramenti dovrebbero vedere quanto presto e bene va approvata questa legge”. concorda la senatrice del Pd Monica Cirinnà, la madrina delle unioni civili. “Le persone non possono essere discriminate per la loro soggettività. Ora andiamo avanti e portiamo il testo in Aula”, prosegue la senatrice che alle critiche della destra risponde: “Le opinioni non sono istigatrici di odio. Chi pensa di non insultare sarà ancora libero di esprimere la sua opinione”.

Dal palco hanno spiegato le ragioni del sì alla legge il primo firmatario, il deputato del Pd Alessandro Zan e Vladimir Luxuria.” Questa piazza sta dicendo in modo gioioso che non è più possibile fare passi indietro – ha detto il senatore del Pd – stiamo parlando di dignità delle persone. Il Senato deve fare in fretta, siamo al terzo tentativo in Parlamento e non è possibile fallire di nuovo”, dice il senatore dem.

L’ex deputata aggiunge: “Le leggi si adeguano anche ai cambiamenti culturali e sociali. Una volta la parola omofobia neanche esisteva, oggi c’è. E ci piacerebbe che questa parola esistesse anche come fattispecie specifica di reato, così come esiste l’aggravante per chi commette o incita a commettere violenza fondata sulla razza, sulla nazionalità, sulla religione, noi chiediamo che venga esteso su orientamento sessuale e identità di genere”.

Presenti in piazza anche la deputata dem Marianna Madia e il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni.” “Siamo qui perché non potremmo essere altrove. Questa è una straordinaria piazza che si batte collettivamente per affermare un diritto elementare: un diritto ad avere diritti, contro la violenza e le discriminazioni e questa legge è un pezzo fondamentale di questa battaglia”., dice. E alla fine prende la parola anche Gianpierre, il ragazzo aggredito in una stazione della metropolitana a Moma, mentre si stava baciando con il compagno: “In questa piazza c’è tanta determinazione. – dice – Basta passi indietro per colpa di una destra sempre più fascista. Vogliamo questa legge non perché noi siamo deboli, ma perché loro sono violenti e vigliacchi”.

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Gli avversari del ddl Zan, circa mille persone, si sono invece radunati in piazza Duomo a Milano convocati da Pro Vita e Famiglia. Ad un certo punto si è anche temuto che si arrivasse allo scontro fisico. La tensione è infatti salita alle stelle quando un gruppo di giovani dei centri sociali Lambretta, della Rete degli Studenti e Tsunamihanno tentato di entrare in piazza con bandiere arcobaleno, fumogeni e striscioni con la scritta: ‘ddl Zan subito’. I contestatori hanno poi urlato slogan contro Matteo Salvini e il senatore leghista Simone Pillon. Ma le forze dell’ordine, usando anche i manganelli, denunciando i manifestanti, hanno impedito il contatto fisico fra i due gruppi e hanno dirottato i giovani verso un’altra piazza milanese.

Il leader leghista aveva già lasciato piazza Duomo e non ha ascoltato le contestazioni. Dal palco poco prima aveva ribadito le ragioni dell’ostilità della Lega. “Mano pesante per chi aggredisce e a discrimina, picchia o insulta ma la libertà di pensare che un bambino viene al mondo se ci sono una mamma e un papà non può essere né imbavagliata né processata”, ha detto il leader della Lega.

“Sono qui a manifestare per la libertà – ha aggiunto – Ognuno può amare chi vuole senza essere discriminato o aggredito tanto che la Lega e l’intero centrodestra hanno presentato proposte per delle aggravanti per chi insulta, aggredisce per strada, a scuola o sul lavoro un altro essere umano. Altro paio di maniche è distruggere l’idea di famiglia, le radici della nostra unità”.

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 Momenti di tensione a Milano fra la polizia e un gruppo di manifestanti intervenuti in piazza del Duomo per protestare contro un’iniziativa anti-ddl Zan. Il presidio comizio era stato organizzato da Associazione ProVita e Famiglia con il titolo ‘Restiamo liberi’ e fra la gente, a sorpresa, aveva partecipato anche il leader della Lega Matteo Salvini. I contro-manifestanti, appartenenti ad associazioni studentesche come Rete degli Studenti e Tsunami, si sono presentati attorno alle 16 al grido ‘Vergogna vergogna, ddl Zan subito’.

La Polizia è intervenuta per tenere i due gruppi separati anche con qualche manganellata nei confronti degli studenti che si sono poi spostati verso Piazza Fontana, dove poi si sono fermati per un sit in pacifico.Attimi di tensione alla manifestazione di piazza duomo contro il Ddl Zan. Un gruppo di ragazzi dei centri sociali è arrivato da piazza Diaz con bandiere arcobaleno, fumogeni e striscioni con la scritta: ‘Ddl Zan subito’. La tensione è aumentata quando i manifestanti hanno cominciato ad urlare insulti contro il segretario della Lega Matteo Salvini e il senatore leghista Simone Pillon, presenti in piazza. Le forze dell’ordine sono intervenute per tenere a distanza le due piazze. La tensione è però durata poco e i manifestanti sono stati avviati fuori in direzione piazza Fontana. In piazza sono anche spuntate bandiere monarchiche.
 

Salvini ha poi puntato il dito contro chi porta “sui banchi di scuola di bimbi di 6 anni teorie come il gender o idee come le adozioni gay o l’utero in affitto e addirittura introdurre un nuovo reato che mette il bavaglio e che vuole mettere in galera chi pensa che la mamma sia mamma e il papà sia il papà”. E ha aggiunto: “Tante associazioni di omosessuali, lesbiche e femministe sono contro il ddl Zan perché ghettizza, perché con la scusa di parlare di diritti in realtà porta avanti una battaglia ideologica. Uno deve poter amare chi vuole senza essere attaccato e discriminato”.

Il leader leghista ha anche criticato la copertina dell’ultimo numero de L’Espresso che ha suscitato molte polemiche. “Il ddl Zan lascia in mano ai giudici la possibilità di colpire e processare chi non la pensa come tutti vorrebbero che la pensassimo. – ha detto – C’è la copertina di un settimanale oggi in edicola, a mio avviso disgustosa: un uomo incinto. Per me un uomo incinto è una schifezza e pretendo di poterlo gridare senza essere discriminato o addirittura processato”.

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