Ddl Zan, ultimatum di Salvini a Letta: “Aspetto una sua telefonata o sarà scontro in Aula”

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Un ultimatum al segretario del Pd. A lanciarlo, il leader della Lega, Matteo Salvini. Che da Milano stamani ha dichiarato: “Sul ddl Zan aspetto una telefonata di Enrico Letta“. Il numero uno del Carroccio si augura che il confronto con Letta avvenga “prima di andare allo scontro in Aula”, e che il segretario dem “raccolga l’invito al dialogo, non tanto di Salvini quanto del Papa, e quindi si tolga dal testo quello che divide: gender nelle scuole e la censura della libertà di opinione e di parola. E approviamo delle pene pesanti per chi offende e discrimina”. “Se così non fosse – ha aggiunto – se Letta volesse andare allo scontro, vuol dire che sarà lui ad affossare la sua legge”.

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Non si placano, infatti, le polemiche e le tensioni sul disegno di legge Zan contro l’omotransfobia. Quanto ai tempi, l’esame del ddl riprende martedì al Senato. Il Pd mantiene il proprio no a modificare il testo già approvato dalla Camera e punta a far passare anche al Senato il ddl così com’è. Ma il confronto deve fare i conti, oltre che con il margine strettissimo di voti disponibili per l’approvazione delle norme, anche con il calendario fitto di impegni a Palazzo Madama prima della pausa estiva. Possibile quindi un rinvio a settembre. Non solo. Per il segretario del Pd rischia di aprirsi un fronte interno con alcuni senatori dem – Andrea Marcucci in primis – che tentano l’ultimo pressing sul leader con l’obiettivo di condurre il partito a una mediazione con le posizioni (condivise) di Matteo Renzi e dello stesso Salvini. Di fatto, le modifiche degli articoli 1, 4 e 7.

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Peraltro, da Forza Italia è il capogruppo alla Camera Roberto Occhiuto a sottolineare: “Adesso anche all’interno del Partito democratico si sta aprendo una breccia di buon senso. Eliminando dal ddl Zan le misure che limitano la libertà di espressione, e lasciando da parte la teoria gender spiegata nelle scuole, si può arrivare ad un compromesso. Facendo tutti un piccolo passo indietro è possibile farne uno grande in avanti, contro la discriminazione e contro la violenza. Letta metta da parte l’ascia da guerra. In questo momento non servono prove di forza, ma senso civico e responsabilità. Forza Italia e il centrodestra vogliono una buona legge per il Paese: se il ddl Zan sarà affossato al Senato sapremo tutti di chi è la colpa”.

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