Decidi il menu in anticipo e acquista a km zero: i nostri consigli per un cenone di Natale sostenibile

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Durante le feste natalizie oltre 500mila tonnellate di cibo finiscono nella spazzatura. Uno spreco che ha un costo non solo economico ed etico, ma anche ambientale. Ogni tonnellata di cibo gettato, sostiene la World organization for international relations (Woir), produce 4,2 tonnellate di anidride carbonica, con un consumo di acqua di circa 128 tonnellate di metri cubi. Dati da tenere a mente prima di preparare il cenone o il pranzo di Natale, perché scegliendo con cura gli ingredienti e il menù possiamo limitare il nostro impatto sul Pianeta.

Decidi in anticipo

Iniziamo armandoci di carta e penna. Buttiamo giù il menù, dagli antipasti al dolce, passando per frutta secca e sfizi. facciamo una lista e rispettiamola: avere esattamente chiaro che ricette cucinare e cosa portare a tavola, anche durante la tombola o il burrago, ci aiuta a non riempire le borse della spesa con alimenti scelti a caso nella frenesia del ‘cosa cucino?’ e che finiranno, nella migliore delle ipotesi, a lungo nella nostra credenza. La deperibilità dei cibi che compriamo è un altro fattore da tenere in considerazione: se non siamo certi che li finiremo, scegliamo scadenze più lunghe o prodotti adatti a essere riutilizzati in maniera creativa o congelati. Ragion per cui non stipate i freezer e lasciate un po’ di posto per gli eventuali avanzi.

Tutorial

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Per limitarli al minimo facciamo bene i conti. Quanti sono i commensali? Quanti bambini? Sapere esattamente il numero di persone sedute a tavola ci permette di non comprare cibo in eccesso. Un altro trucco è pensare a delle porzioni un po’ più piccole dei valori standard, specialmente se prevediamo un menù con tante portate. Facciamo diventare 60 gli 80 grammi di pasta a testa e tra il primo e secondo facciamo una pausa, mangiare in un arco di tempo più lungio aiuta a non sentirsi sazi troppo in fretta.

Compra a chilometro zero

Nella scelta del menù cerchiamo ricette basate su ingredienti di stagione e locali. Portiamo in tavola tanta frutta e tanta verdura, lasciando perdere prodotti esotici o primizie. L’ananas sarà pure in ogni supermercato, ma meglio le arance. La tradizione italiana è il nostro asso nella manica: ribollita toscana, zuppa di fagioli, tortelli di zucca, carciofi alla romana o fritti, insalata di rinforzo campana.

Dieci consigli per un Natale più sostenibile

Impegnamoci anche a ridurre l’utilizzo di carne e derivati animali – responsabili del 60% delle emissioni di gas serra provocate dal settore agricolo, che sono circa un quarto di quelle globali. Per ogni chilo di manzo si producono ben 60 chilogrammi di CO2, 75 volte in più di quanta se ne emette per la stessa quantità di piselli. Proviamo allora a preparare un ragù di verdure o legumi.

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Anche il pesce ha un impatto minore della carne, ma evitiamo merluzzo, salmone, gamberi e aragoste, tonno rosso e pesce spada, caviale. Preferiamo il pesce fresco locale offerto dalla piccola pesca artigianale come il sugarello, il tonnetto allitterato, il tombarello, lo zerro, il muggine, il pesce serra, insieme a molluschi come vongole, cozze e ostriche.

Non dimenticare intolleranze e allergie alimentari

Prima di fare la spesa assicuratevi non solo di incontrare i gusti dei vostri invitati, ma anche le loro scelte o esigenze alimentari. Vegetariani e vegani, secondo l’ultimo rapporto Eurispes, sono l’8% della popolazione, quasi una persona su 10. E sono in aumento anche le allergie e le intolleranze alimentari: oltre 300mila italiani sono allergici al latte, 1,1 milioni al lattosio, 3 milioni al glutine, 250mila sono celiaci. Senza contare i 5 milioni di allergici al Nichel, metallo contenuto in vari alimenti, e gli oltre 100mila che non tollerano gli additivi alimentari. Avere queste informazioni eviterà inutili sprechi.

Tavola e differenziata

Ultimo accorgimento per limitare il nostro impatto è l’apparecchiatura della tavola. Tiriamo fuori dalla credenza il “servizio buono” o comunque usiamo piatti, bicchieri e posate lavabili. Le stoviglie monouso, anche se biodegradabili e compostabili, insieme agli imballaggi rappresentano il 60% dei rifiuti che produciamo. Che dobbiamo, ovviamente, differenziare con cura: per ogni tonnellata di vetro riciclato, per esempio, si risparmiano 246 chili di CO2. Un bellissimo regalo di Natale per il Pianeta.

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