Decreto aiuti verso il raddoppio a 14 miliardi. Sale il prelievo sui profitti delle aziende energetiche

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Va verso quota 14 miliardi, con un’estensione dal 10 al 15% della tassazione sugli extra-profitti registrati dalle imprese energetiche, in virtù dell’aumento dei prezzi di vendita, il nuovo decreto con gli aiuti a famiglie e imprese che stanno affrontando la crisi in Ucraina e i relativi rincari. Una cifra che raddoppia di fatto quanto trapelava fino alla vigilia da Palazzo Chigi, e anche quel che è stato riferito in mattinata dai sindacati che hanno incontrato il premier Draghi.

E’ il secondo provvedimento sul tavolo del governo, che si è prima riunito in mattinata per approvare l’estensione dei tagli alle accise sui carburanti e quindi in Cabina di regia per limare gli ultimi aspetti di un testo atteso da giorni. Alla riunione preparatoria, oltre al presidente del Consiglio Mario Draghi, partecipano i ministri dell’Economia Daniele Franco, della Transizione ecologica Roberto Cingolani, dell’Agricoltura Stefano Patuanelli, del Lavoro Andrea Orlando, degli Affari regionali Mariastella Gelmini, dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, della Salute Roberto Speranza e delle Pari opportunità Elena Bonetti.

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Dal fotovoltaico al Superbonus, le misure attese

Questo secondo provvedimento, politicamente più impegnativo, comprende gli aiuti per imprese e famiglie. Qui il menu riguarda il rinnovo degli interventi sulle bollette, che dovrebbe prevedere un secondo ampliamento al tetto Isee per il bonus sociale (a 14-15mila euro) e un ampliamento del credito d’imposta per le imprese energivore e gasivore. Sempre in tema di energia, si attende lo snellimento delle procedure per le rinnovabili, mentre il comparto dell’edilizia attende una nuova modifica delle norme sul Superbonus al 110%: proroga al 30 settembre (dal 30 giugno) del termine entro il quale eseguire almeno il 30% dei lavori sulle villette per sfruttare il maxi-incentivo fiscale, e meno paletti nella possibilità di cedere i crediti fiscali da parte delle banche. Mentre non ci sono grandi dubbi sul mezzo miliardo per l’assistenza ai profughi ucraini, uno degli ultimi elementi messo sul tavolo in particolare dal Pd era un bonus una-tantum per i lavoratori: era in ballottaggio con un mini taglio al cuneo fiscale. Per le imprese, si preparano circa 3 miliardi per adeguare i prezziari dei cantieri ai rincari generalizzati e da parte del Mise un fondo per le aziende più direttamente colpite nei loro affari dalla crisi in Ucraina (200 milioni).

Landini: “6-7 miliardi insufficienti, serve scostamento”

Prima dei Cdm, a Palazzo Chigi Mario Draghi ha incontrato i sindacati. “Il governo ci ha ripetuto che per ora i ragionamenti che fanno sono su un livello di intervento tra i 6 e i 7 miliardi, gli abbiamo detto che consideriamo la cifra insufficiente. Ora è il momento di uno scostamento”, ha detto il leader della Cgil Maurizio Landini al termine dell’incontro. Numeri che sembrano poi in via di superamento da parte del governo. Discorso simle da parte del leader Cisl, Luigi Sbarra: “Abbiamo apprezzato la disponibilità governo a questo incontro, in cui sono state discusse per due questioni: come si sostiene l’emergenza economica e come rendere strutturale il confronto”. Ma anche per la Cisl è “uno stanziamento importante ma ancora insufficiente”. “Abbiamo ribadito la necessità di intervenire su salari, lavoro e pensioni e costo energia. Il governo ha recepito le nostre richieste e le condivide. Nel decreto che si appresta a fare terrà conto delle nostre proposte e richieste”. Così il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi. “Vedremo le scelte che farà”.

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