Decreto semplificazioni, dal Superbonus 110% alle concessionarie: le novità del Parlamento

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MILANO – Dopo aver incassato la fiducia, il decreto legge Semplificazioni è stato approvato dall’aula della Camera. I sì sono stati 265, i no 14. Il testo ora approda in Senato dove deve essere convertito in legge entro il 30 luglio.

La mediazione sul Superbonus, per snellirne le procedure ma senza estenderlo come alcuni chiedevano, è stata una delle ultime voci importanti per chiudere la partita, a tratti dura, sul decreto Recovery/Semplificazioni, il testo che va dalla cabina di regia per la gestione del Recovery fund italiano alle norme sugli appalti. La maratona dei giorni scorsi nelle commissioni ha portato novità.

Sulla governance del Pnrr, il Pd ha rivendicato di essere riuscito a far guadagnare un pò di spazio al Parlamento nella gestione dei progetti: Palazzo Chigi e i ministeri dovranno inviare tutti i documenti utili alla funzione di controllo propria delle Camere, nonché garantire l’accesso al sistema informatico e quindi ai dati. Anche Comuni e Province entrano poi nella cabina: Anci e Upi, al pari delle Regioni, potranno sedere nella cabina di regia sulla governance quando vengono esaminate questioni di interesse locale. Un “segnale positivo” per Alessandro Canelli, delegato Finanza locale Anci, dopo il quale “sarà determinante il ruolo degli enti locali per garantire che quelle risorse in arrivo siano utilizzate al meglio e realizzino migliori condizioni di vita ai cittadini. Servono investimenti mirati soprattutto alla qualità dei servizi offerti”.

Restano poi intatti i poteri dell’Anac. Roma Capitale entra nel tavolo permanente con le parti sociali. E’ stato approvato l’emendamento Rotta per la parità di genere nelle posizioni di governance del Piano: Commissione speciale Via, comitato speciale del Consiglio superiore dei lavori pubblici, Sovrintendenza unica e Comitato nazionale per la valutazione della ricerca.

Come detto, una delle grandi attese era per il Superbonus 110%, che guadagna agilità e perde burocrazia: per procedere basterà solo la comunicazione di inizio lavori (Cila). Il cappotto termico sarà in deroga alle distanze minime fra i palazzi e i pannelli fotovoltaici potranno essere montati anche nei centri storici. Le richieste di modifica erano inizialmente un centinaio, ne sono sopravvissute una manciata.

Alla voce della difesa del suolo, per la lotta al dissesto idrogeologico arrivano i commissari. I presidenti di regione potranno continuare a esercitare questo ruolo ma dovranno rispettare il cronoprogramma, altrimenti saranno sostituiti. La Lega ha inserito una modifica che rende necessaria l’intesa con i governatori. Tagliati anche i tempi per gli espropri “mantenendo le salvaguardie minime di diritti costituzionalmente garantiti”. Sui progetti ambientali, qualora deputati e senatori lo chiedano, il Mite dovrà tenere conto del Parlamento: le Camere chiedono inoltre al governo di considerare prioritari e commissariare una nuova serie di progetti: dalla Tirrenica alla cittadella della Giustizia di Bari. Ancora niente da fare invece per il Ponte sullo stretto.

Alla voce delle ricariche elettriche per le auto, si semplifica: l’ente proprietario del suolo ha 30 giorni, dopo l’ok della conferenza dei servizi, per concedere l’ok e la durata minima è di 10 anni. Il deputato D’Ettore ha annunciato l’approvazion edi un emendamento che consentirà di attestare la conformità della copia informatica di un assegno all’originale cartaceo, mediante l’utilizzo della propria firma digitale, una “sburocratizzazione” che fa diventare “assegni 2.0“.

Rivendicata da Pd e Fi la misura blidata per riservare al Sud il 40% delle risorse del Recovery, che riguarda anche gli interventi messi a bando. Salvi anche 4,6 miliardi del Fondo per la perequazione infrastrutturale. Si interviene poi chiedendo di sbloccare i troppi decreti attuativi fermi nei corridoi dei ministeri e troppi fondi parcheggiati. Solo al Mef ci sono 14 miliardi da sbloccare: governo e Parlamento uniscono le forze per imprimere una svolta con la creazione di una “Rete per l’attuazione” ad hoc.

Alle società concessionarie di servizi pubblici ottenuti senza gara si dà un anno di tempo in più (fino alla fine del 2022) per affidare a terzi l’80% dei contratti di lavori, servizi e forniture relativi alle concessioni superiori a 150.000 euro. Un rinvio motivato con la necessità di “consentire alle società concessionarie di effettuare gli investimenti ricompresi” nel Pnrr. Anche la gestione complessiva dei fondi del Pnrr prevede una semplificazione contabile che vuole evitare che i fondi comunitari si incaglino nelle normali procedure della finanza pubblica. Per referendum ed elezioni, un emendamento Lega-Radicali fa slittare al 30 ottobre la scadenza per la raccolta delle firme, che d’ora in poi potranno essere anche digitali. Aperte le porte al voto elettronico anche per le amministrative. Le liste dei candidati potranno essere trasmesse alla commissione Antimafia entro 75 giorni dalle urne.

Interventi anche sui brevetti di farmaci e vaccini: il governo potrà obbligare temporaneamente i possessori di un brevetto su medicinali essenziali per la salute a concederne l’uso ad altri soggetti qualora si trovi ad affrontare un’emergenza sanitaria. Una modifica riguarda anche lo stop delle armi per chi ha subito un Tso: i sindaci ora dovranno comunicare alle forze dell’ordine “l’adozione di misure o trattamenti sanitari obbligatori connessi a patologie che possono determinare il venir meno dei requisiti per l’idoneità” al possesso di armi.

Nel testo non è entrato, alla fine, l’emendamento per alzare i limiti elettromagnetici che gli operatori Tlc ritengono troppo bassi per lo sviluppo del 5G. Sull’appalto integrato non sono entrati i limiti che chiedeva il Pd. Critico sul decreto il Wwf, per il quale il testo “non è riuscito a tradurre in norme e procedure la sostenibilità ambientale che dovrebbe essere al centro del Pnrr e della sua concreta attuazione”. Tra i punti critici, gli interventi energetici “non coerenti con l’emancipazione dalle fonti fossili e le grandi opere infrastrutturali non giustificate (linea ad Av Salerno-Reggio Calabria)”. Con le norme riguardanti la Valutazione di impatto ambientale (Via) e la tutela del territorio contenute nel decreto “si va ben oltre la semplificazione, riproponendo le procedure opache e inefficaci della legge Obiettivo (abbandonata, visto il suo fallimento, dal 2016); una sanatoria edilizia mascherata; poteri di avocazione arbitrari in materia di beni archeologici e paesaggistici”. Infine, il Wwf critica il bonus del 110% con cui “si avalla una sanatoria degli abusi edilizi”.

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