Decreto sulle babygang, ecco la bozza con tutte le norme che il governo vuole introdurre (e quelle che saranno tolte)

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ROMA — Operazione Caivano, parte seconda. Dopo il maxi blitz al Parco Verde, con i 400 agenti inviati dal Viminale a setacciare a favore di telecamera il luogo dello stupro delle due cugine minorenni, il governo cala la carta del decreto legge sulla deliquenza giovanile e la dispersione scolastica, introducendo tra l’altro la pena di due anni di carcere per i genitori che non mandano i figli alla scuola dell’obbligo. La bozza del testo, già ribattezzato dl Caivano, ha 14 articoli, alcuni dei quali sono tuttora oggetto di discussione tra i tecnici dei ministeri e i partiti di maggioranza. Potranno essere modificati prima e durante il Consiglio dei ministri previsto stamani.

Quale sia il senso complessivo che il governo dà al dl Caivano, però, si è capito subito dalle dichiarazioni di Matteo Salvini. «Un provvedimento sulle babygang che aumenta controlli e sanzioni», ha spiegato il leader della Lega, che poi ha parlato dell’opportunità di abbassare l’età dell’imputabilità (attualmente è 14 anni). E ha aggiunto: «Il 14 enne che gira con un coltello o con una pistola è capace di intendere e volere e se sbaglia, se uccide, rapina, spaccia, deve pagare come un 50 enne». Parole che hanno suscitato le critiche della sinistra e di chi da sempre tratta il disagio giovanile. Vediamo cosa c’è nella bozza, al netto di eventuali modifiche dell’ultima ora.

Carcere più facile

Viene abbassata da 9 a 6 anni la pena edittale minima perché un minorenne possa essere sottoposto a custodia cautelare in carcere. Tradotto, significa questo: ora un ragazzo che compie un reato può essere messo in prigione o ai domiciliari prima della condanna solo se la pena per quel reato è superiore ai 9 anni, in pratica se ha compiuto un omicidio. Abbassando la soglia, la misura cautelare scatterà anche per altri reati, come le rapine. L’articolo in questione è tra quelli su cui stanno ancora discutendo. Allo stesso tempo, il dl incentiva la messa in prova dei minorenni, cioè aumenta la possibilità concessa dai giudici di evitare il processo (per reati con pena massima di 5 anni) a patto che acceda a un percorso di reinserimento e rieducazione «con svolgimento di lavori socialmente utili per un periodo compreso da uno a sei mesi».

Dal questore anche a dodici anni

Nella bozza del dl un provvedimento per chi ha meno di 14 anni. Si introduce la possibilità per i questori di ammonire i ragazzi già dai dodici anni in su. L’ammonimento ha lo scopo di garantire le vittime di bullismo e violenze domestiche. Funziona così: si convoca in questura il minorenne insieme ad almeno uno dei genitori, lo si avverte di astenersi da ulteriori atti di molestia o violenza, e si potrà sanzionare la famiglia con una multa fino a mille euro. La bozza prevede anche che se un minorenne over 14, già condannato, riceve un avviso orale — ad esempio per un caso di stalking — il questore potrà chiedere al tribunale di togliergli il telefonino e vietargli l’uso di piattaforme, servizi informatici e telematici. È possibile, però, che questa misura alla fine sia espunta dal testo.

Dispersione scolastica

Una stretta, poi, arriva anche sul fronte della dispersione scolastica. Scompare la multa da 30 euro per i genitori che non mandano i figli alla scuola dell’obbligo, sostituita da un nuovo articolo del codice penale che prevede una pena fino a due anni di carcere. La mancata regolare frequenza scolastica, poi, costerà alla famiglia anche il diritto all’Assegno di inclusione o, comunque, la sua sospensione.

Pene più severe per lo spaccio

Le pene per la detenzione, il traffico e la produzione di sostanze stupefacenti di lieve entità si inaspriscono: i ragazzi rischiavamo da sei mesi a quattro anni, il dl alza le sanzioni da uno a cinque anni. Cosa che, di riflesso, rende possibile l’arresto facoltativo in flagranza per i minori over 14 anni per spaccio, oltre che per violenza a pubblico ufficiale. Pene più severe anche per il reato di porto d’armi abusivo. Prevista l’istituzione di osservatori territoriali sulla devianza giovanile.

Daspo urbano e siti porno

Il cosiddetto Daspo urbano, cioè il divieto temporaneo di frequentare certe zone come misura a tutela del decoro cittadino, potrebbe diventare emettibile anche nei confronti dei minori over 14 anni. Ci sarà anche la stretta sull’accesso ai siti pornografici. La proposta, voluta dalla ministra Eugenia Roccella, prevede misure di certificazione dell’età per l’accesso ai siti hot e un incoraggiamento alle famiglie all’uso del parental control sui dispositivi in uso ai minori. 

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