Del Vecchio, per gli eredi una pioggia di 618 milioni

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Il 27 giugno di un anno fa è scomparso uno degli imprenditori più grandi e visionari d’Italia. Leonardo Del Vecchio, che dal nulla aveva creato un’azienda che oggi vale 76 miliardi di euro di capitalizzazione, ha affidato le chiavi della holding di famiglia Delfin e la guida del leader mondiale dell’ottica a Francesco Milleri, che è sia presidente di Delfin, sia presidente e ceo di EssilorLuxottica. In un anno ancora nulla è cambiato, le partecipazioni strategiche e finanziarie sono le stesse, ma il loro valore è cresciuto del 25%, passando da poco meno di 23 miliardi a oltre 29 miliardi di euro. Un risultato non male, anche al netto dell’inflazione e dell’aumento dei tassi, e tenendo conto che il dividendo di Mediobanca (126 milioni la quota di Delfin) sarà incassato il 23 novembre, portando il monte cedole atteso dalla holding nel 2023 a 860 milioni di euro (dai 720 milioni del 2022).

L’incremento del valore di Essilux

Il merito del momento d’oro va all’incremento del valore di Essilux – da sola rappresenta l’80% del net asset value (il valore delle partecipazoni, al netto dei debiti) della holding lussemburghese – che continua a crescere anche oltre le previsioni dello stesso Milleri. A settembre il colosso degli occhiali ha aggiornato i numeri del piano industriale al 2026, dando un obiettivo di fatturato a fine periodo di 27-28 miliardi di euro, con un utile operativo rettificato pari al 19-20% delle vendite (dal 16,1% del 2021). Questi obiettivi implicano una crescita a cambi costanti delle vendite a una singola cifra (5-6%), accompagnata però da una forte espansione dei margini. Nel 2022 e nel primo trimestre di quest’anno il gruppo ha battuto sia le sue stime che le previsioni degli analisti. Non a caso il titolo in 12 mesi ha guadagnato oltre il 20%, senza contare la cedola (3,23 euro per azione e 467 milioni per Delfin in caso di integrale esercizio in cash). Peraltro la società sta studiando nuove acquisizioni, in settori vicini all’ottica come quello delle cliniche oftalmiche, e conta di crescere anche per linee esterne. Essilux non smette infatti di investire nell’innovazione. Ha lanciato le lenti convesse e entro l’ anno porterà sul mercato il nuovo Ray Ban Stories in collaborazione con Meta, che dovrebbe introdurre la possibilità di condividere in tempo reale quello che si vede attraverso gli occhiali. In settimana la banca d’affari Bernstein (che giudica Essilux “market perform” con un target price di 193 euro per azione) in un’analisi sulle innovazioni nel comparto dei visori faceva notare che Apple, nel lanciare i nuovi Vision Pro per la realtà aumentata, ha fatto un accordo con Carl Zeiss, la rivale tedesca delle lenti Essilor. Solo che il visore di Apple è un prodotto con caratteristiche e occasioni di utilizzo molto diverse dai RayBan Stories, e un prezzo di 14 volte superiore rispetto all’offerta di Essilux.

I risultati di Covivio

Anche il gruppo immobiliare Covivio ha riportato buoni risultati, con 26 miliardi di patrimonio gestito, ma in Borsa ha dato poche soddisfazioni a Delfin, pur facendo meglio del settore. Il titolo – quotato a Parigi – dalla scomparsa di Del Vecchio ha perso un decimo del suo valore, risentendo delle dinamiche di tassi e inflazione che hanno pesato sul comparto. Tuttavia, tenendo conto anche della cedola pagata (stabile a 3,75 euro e 97 milioni per Delfin) e alla buona visibilità degli affitti (in Italia è padrone delle sedi di Fastweb e L’Oreal), Covivio è meno esposta alle oscillazioni del mercato e ha una buona visibilità sui ricavi futuri. A marzo l’88% degli uffici in Italia, Francia e Germania era a reddito (dall’85% di fine 2022), per questo Goldman Sachs consiglia di acquistare i titoli della società guidata da Alexei Dal Pastro, con un target price di 59,1 euro.

Anche le partecipazioni finanziarie in Generali (9,8% e 180,7 milioni di dividendo per Delfin), Mediobanca (19,2%) e Unicredit (1,9% e 42 milioni di cedola) negli ultimi 12 mesi hanno tutte aumentato valore, portando al gruppo un flusso di dividendi atteso pari a 348 milioni (dai 316 milioni staccati nel 2022). Insomma Delfin è una cassaforte industriale che controlla occhiali e immobili. Ma anche la diversificazione finanziaria non è andata male lo scorso anno, soprattutto per una società familiare che oltre a beneficiare di un aumento del patrimonio, può contare anche su importanti dividendi.

Manca l’accordo sulla successione

A proposito gli otto eredi del Vecchio quest’anno si divideranno 650 milioni di utili, che tolti i 32 milioni dedicati alla fondazione, fanno 77,2 milioni ciascuno al lordo delle tasse. La successione di Del Vecchio non è ancora stata firmata perché tre dei sei figli, ovvero Paola, Luca e Clemente, l’hanno accettata con beneficio d’inventario. La stima del patrimonio, con le proprietà diverse da Delfin, è stata completata a marzo e sono possibili alcune cessioni di cespiti, ma ancora non è stato trovato un accordo definitivo. Paola, Luca e Clemente chiedono infatti di partecipare alla governance della società, in modo da poter essere messi in condizione di esercitare il loro ruolo di azionisti, pur riconoscendo i compiti e le deleghe che il padre ha affidato a Milleri. Se alcuni eredi come Claudio e il figlio Matteo, piuttosto che i figli di Nicoletta Zampillo, la vedova di Leonardo – ovvero Leonardo Maria, capo delle strategie di Essilux, e Rocco Basilico, avuto dal primo marito e responsabile degli smart glasses – già partecipano alla vita delle aziende, altri finora sono rimasti ai margini, per questioni anagrafiche o di altro tipo. Anche Zampillo starebbe cercando di farsi da tramite per la pace tra i vari rami della famiglia. Chi conosce da vicino gli eredi, è convinto che si possa trovare una soluzione che interpreti lo spirito e la volontà del testamento di Del Vecchio: andare avanti tutti insieme (il quorum dell’88% per le decisioni prevede di fatto l’unanimità), a beneficio di tutti. Iniziando dall’altra famiglia lasciata dall’imprenditore, la sua Essilux.

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