Delitto di Avellino, l’omicida accusa la fidanzata: “Suo il piano per sterminare la famiglia”

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E’ il giorno della verità per Elena e Giovanni, i due fidanzati che avrebbero immaginato di sterminare la famiglia di lei che si opponeva alla loro relazione sentimentale. Un piano diabolico che ha portato solo alla morte del padre della diciottenne Elena, Aldo Gioia, ucciso a coltellate dal 23enne Giovanni Limata mentre dormiva sul divano nell’appartamento al quinto piano al civico 253 del Corso Vittorio Emanuele di Avellino. Domani mattina dovranno comparire davanti al gip del tribunale di Avellino, Paolo Cassano, per rispondere lui di omicidio volontario aggravato dalla premeditazione, lei di concorso in omicidio pluriaggravato; per lei l’aggravante in più del legame stretto di parentela.

I due giovanissimi restano in stato di fermo e si trovano nel carcere di Avellino. Entrambi, stando a quanto confermato dal procuratore di Avellino, Domenico Airoma, avrebbero ammesso le proprie responsabilità. Per Elena è stata la madre, Liana Ferraiolo, a nominare un avvocato. Al legale la donna – che ha assistito al delitto, ha chiamato i soccorsi per il marito e avvertito la polizia – ha detto chiaramente di non voler abbandonare la figlia.

“Non posso lasciarla da sola”. Sempre nella giornata di domani, dovrebbe essere conferito l’incarico per l’affidamento dell’autopsia su Aldo Gioia. Il ventitreenne invece si è scelto da solo il legale, incarico poi confermato anche dalla famiglia.

Intanto, da chiarire chi avesse deciso il piano criminale. Giovanni Limata, autore materiale del delitto, che aveva già in passato minacciato il padre di Elena con una sciabola, cerca di scaricare su Elena ogni colpa. Secondo indiscrezioni il giovane di Cervinara avrebbe dichiarato agli agenti della Squadra mobile di Avellino che il piano per sterminare l’intera famiglia, con l’uccisione programmata anche della madre e della sorella della giovane, sarebbe stato messo a punto e fortemente voluto proprio da Elena. Circostanza che la madre della ragazza è, invece, determinata a smentire in maniera categorica.

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