Di Battista attacca Casellati: “In un Paese civile si sarebbe già dimessa”

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“Se l’Italia fosse un Paese civile, dopo quella scena ridicola (lei che conta i suoi voti mentre sta al cellulare durante l’elezione del presidente della Repubblica), Casellati si sarebbe già dimessa”. L’attacco alla presidente del Senato è dell’ex M5S Alessandro Di Battista che, su Facebook, ha scritto un duro post contro l’ex candidata al Quirinale del centrodestra. La critica di Di Battista è rivolta alle immagini del video in cui Casellati viene ripresa intenta a guardare i messaggi sul suo cellulare proprio durante l’applauso a Sergio Mattarella (al momento del raggiungimento del quorum per la sua rielezione) che ha interrotto l’ottavo spoglio alla Camera. “La pubblica opinione, ed i partiti politici, le avrebbero ‘imposto’ le dimissioni. Ma nel Paese del sottosopra la Casellati è ancora presidente del Senato, è ancora la seconda carica dello Stato”, sottolinea Di Battista.

“Casellati – prosegue l’ex M5S – si è proposta presidente della Repubblica, ha fatto ‘campagna elettorale’ su di sé dall’alto della sua carica istituzionale, ha telefonato urbi et orbi mendicando un voto, si è messa a disposizione solo di una coalizione politica andandosi a schiantare ed infangando la carica che ricopre”. Carica, osserva, “che aveva già ampiamente delegittimato con comportamenti poco etici (seppur, legali) come il bulimico utilizzo dei voli di Stato in pandemia o i 270.000 euro fatti spendere alla prefettura per la ristrutturazione di un palazzetto di sua proprietà. Ne chiederò le dimissioni  – conclude Di Battista – da qui fino alla fine della legislatura sperando che i parlamentari facciano altrettanto”.

M5S, Conte-Di Maio. La resa dei conti in assemblea con tutti gli attivisti

Ieri Di Battista su Facebook era intervenuto sulla diatriba interna al Movimento 5 Stelle, scatenata dal ministro Luigi Di Maio, difendendo il presidente Giuseppe Conte rispetto alla sua strategia sul Quirinale. “È vigliacco oggi – aveva scritto – mettere sul banco degli imputati l’ultimo arrivato che al netto di idee diverse considero una persona perbene e leale”.

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