Djokovic, il governo australiano prende tempo: e spuntano le false dichiarazioni di viaggio

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In attesa della decisione sulla sua permanenza in Australia, Novak Djokovic si è allenato alla Rod Laver Arena insieme a James McCabe, un diciottenne australiano. Dopo una prima vittoria in tribunale, che ha deciso sulle dinamiche di concessione del visto, la decisione finale sul fuoriclasse serbo spetta al ministro dell’Immigrazione australiano Alex Hawke. Secondo quanto riporta la stampa locale però la decisione potrebbe slittare di ventiquattro ore.

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Le false dichiarazioni di viaggio di Nole

Un supplemento di tempo necessario anche per analizzare vari aspetti della situazione del tennista. Fonti del governo federale australiano confermano infatti che Djokovic è indagato per aver fornito false dichiarazioni di viaggio alla frontiera, appena sbarcato a Melbourne. Sul modulo Djokovic ha dichiarato di non aver viaggiato nei 14 giorni prima del suo arrivo il 6 gennaio in Australia. Ma sui social è facilmente riscontrabile la non veridicità della dichiarazione: Djokovic era stato infatti a Belgrado il giorno di Natale e poi era apparso a Marbella in Spagna il 2 gennaio. Dare informazioni false o fuorvianti è un reato grave, in Australia. Si può anche essere passibili di una sanzione civile per aver fornito informazioni false o ingannevoli”, e si può arrivare ad una pena massima di 12 mesi di reclusione.

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