Dl rilancio, 16mila insegnanti in più stabilizzati da settembre. Ancora scontro sui migranti. E c’è la rivolta dei sindaci

La Republica News

Trattativa infinita sul decreto Rilancio. Che sarà sul tavolo, stasera, di un preconsiglio dei ministri. E tra le novità più significative, spunta la stabilizzazione di 16mila insegnanti in più. “In tutto ci saranno 32mila nuovi insegnanti nelle scuole italiane”, festeggia il segretario dem Nicola Zingaretti. E la ministra dell’Istruzione Azzollina fa sapere che per questa misura è stato stanziato un miliardo e mezzo. Nella bozza di ieri, il provvedimento contava oltre 430 pagine e 258 articoli. Poi, nel corso di tutta la giornata, ci sono stati scontri in particolare sull’Irap e sulla regolarizzazione dei migranti. E infine c’è il nodo delle coperture per un provvedimento che arriva a 55 miliardi.
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Nel decreto rilancio dovrebbero entrare il calo dell’Irap ma non per tutte le imprese. Lo stop alla prima rata dell’Imu per alberghi e stabilimenti balneari. Più fondi per gli ammortizzatori, norme per accelerare la cassa integrazione in deroga e per semplificare l’iter di certificazione delle mascherine e la stabilizzazione, appunto, di altri 16mila insegnanti che saranno in cattedra da settembre.
Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha annunciato che nel provvedimento ci sarà la sospensione del versamento dell’Irap dovuta a giugno per le imprese fino a 250 milioni di fatturato. E anche il ristoro a fondo perduto per le piccole imprese che hanno subito un calo di fatturato. “Un sostegno – ha detto – che potrebbe arrivare già ai primi di giugno”. Secondo Gualtieri, i nodi politici sono stati risolti. Ma molto resta ancora da fare, nella notte.C’è anche la rivolta dei sindaci delle città turistiche. “Bisogna rivedere il decreto tenendo presente la situazione dei Comuni. Se non saranno accolte le nostre richieste, le nostre città rischiano seriamente il default”, scrivono al premier Conte primi cittadini come Raggi, Sala, De Magistris, Nardella, Orlando, Brugnaro, Gnassi. 

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Tra le misure oggetto di trattativa anche la regolarizzazione dei lavoratori migranti, chiesta a gran voce da Italia Viva attraverso la ministra all’Agricoltura Teresa Bellanova e appoggiata da Leu e Pd, ma sulla quale il Movimento 5 stelle esprime il proprio no. In particolare sul tema dello scudo penale per i datori di lavoro.
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Altri capitoli che necessitano di un’ulteriore riflessione riguarderebbero le misure relative alle banche.
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