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Dl Sostegni, arriva il diritto alla malattia anche per i professionisti, ma solo se è Covid

La Republica News
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ROMA –  Anche i professionisti si ammalano. E se non possono avere l’indennità di malattia come i lavoratori dipendenti, è giusto che abbiano almeno una moratoria generale di tutte le scadenze per evitare di pagare multe salatissime e di farle pagare anche ai propri clienti. È con questo spirito che è nato un disegno di legge promosso dagli ordini professionali e firmato da parlamentari di quasi tutte le formazioni politiche, poi però bloccato per problemi di copertura. Nel frattempo, però, dati anche i problemi legati alla pandemia, si è deciso di anticiparlo con un emendamento al decreto Sostegni, in fase di conversione, solo per quanto riguarda il fermo obbligato delle attività professionali legato al Covid.

La norma, che rappresenta una boccata di ossigeno per la categoria, che ha ricevuto sostegni a corrente alternata, lamentando l’esclusione da una parte dei provvedimenti, dovrebbe anche spianare la strada al riconoscimento più generale della malattia per i professionisti: “Il Dl malattia è una proposta giusta e sacrosanta – afferma Tommaso Nannicini, presidente della commissione parlamentare per il controllo degli Enti Gestori di Previdenza – ma rappresenta soprattutto l’anticipo di un disegno di legge più organico, che farà in modo che nel caso di morte o malattia grave non ci siano conseguenze né per i professionisti nè per loro i clienti. La norma è stata bloccata perché il costo è stato considerato eccessivamente oneroso dalla Ragioneria, che ha calcolato un onere di circa 200 milioni annui per le casse dello Stato. Mentre poi alcune stime fatte dagli uffici studi degli ordini professionali parlano di 20 o 30 milioni di euro. Per il momento quindi la norma entrerà in vigore solo per quanto riguarda il Covid, norma sulla quale c’è già una convergenza trasversale, per il resto aspettiamo un nuovo calcolo della Ragioneria, sperando che a quel punto il disegno di legge possa procedere spedito”.

“È necessario una nova  interlocuzione tra i proponenti del disegno di legge, che sono i componenti delle commissioni Giustizia e Bilancio del Senato, e il Mef. – osserva il viceministro dello Sviluppo Economico Gilberto Pichetto Fratin – Il disegno di legge Malattia andrà finalmente a coprire un vuoto normativo insolito, che riguarda tutti i professionisti. Non va considerato solo l’onere economico, ma anche i danni che si potrebbero verificare se continuiamo ad andare avanti con meccanismi di scadenze puntuali, persino con il Covid”.

“Questo disegno di legge è stato presentato per cinque legislature, io lo seguo da 18 anni. – sospira Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti – Adesso è incardinato alla commissione Giustizia del Senato da un anno e mezzo. Già sarebbe importante che la norma almeno entrasse in vigore per il Covid: non pesa così tanto come si sostiene sul bilancio dello Stato, perché è previsto il pagamento con gli interessi oltre la scandenza. Si evitano solo le sanzioni”.

È fiducioso il senatore Andrea De Bertoldi, segretario della Commissione Finanze del Senato e primo firmatorio del disegno di legge Malattia: “Abbiamo avuto interazioni con sindacati, categorie e professionisti. Il presidente Cuchel ha sollevato il tema delle malattie e degli infortuni per i professionisti ed è partito un percorso che oggi è trasversale e coinvolge tutti i partiti. Con la Ragioneria dello Stato si arriverà, in breve tempo, a una delibera in grado di sancire il diritto per tutti i professionisti, come per gli altri lavoratori, di ammalarsi e di infortunarsi”.



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