Dl Ucraina, Conte: “In Senato lo voteremo anche senza fiducia, non c’entra nulla con la corsa al riarmo”

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“Il decreto Ucraina non c’entra nulla con la corsa al riarmo e per questo lo voteremo in Senato, con o senza fiducia”. A dirlo è stato Giuseppe Conte, in conferenza stampa. “Il Movimento 5 stelle – ha chiarito – sin dall’inizio si è dichiarato in modo chiaro e univoco favorevole agli aiuti all’Ucraina, anche militari. Stiamo parlando del decreto Ucraina, non votiamo a cuor leggero ma per senso di solidarietà verso chi sta difendendo il proprio Paese. Il decreto noi lo votiamo, con la fiducia senza la fiducia: non c’entra nulla con la corsa al riarmo”. Una presa di posizione che arriva dopo giorni di polemiche, da parte del leader grillino, contro la volontà del presidente del Consiglio di aumentare del 2 per cento la spesa militare. E proprio per parlare di questo nel pomeriggio, alle ore 17.30, a Palazzo Chigi Conte incontrerà il presidente del Consiglio Mario Draghi.

Spese militari, ecco perché c’è uno spiraglio nelle parole di Conte. Domani incontro Draghi-Conte

“Rappresenterò a Draghi la posizione dell’intero M5S” sul tema delle spese militari, fa sapere Conte. E aggiunge: “Siamo disponibili a ragionare col governo, ad ascoltare il ministro Guerini, deve nascere una interlocuzione, il nostro obiettivo è molto chiaro. Non possiamo distrarre risorse da un tessuto economico in fortissima sofferenza”. E rispetto all’ordine del giorno che Fratelli d’Italia dovrebbe presentare al Senato per l’aumento del 2 per cento del Pil delle spese militari, il presidente del Movimento avverte:  “Alla luce del processo interno fatto, se fosse anche identico, il M5S lo respingerà”.

La posizione del partito di Conte sul riarmo, così come quella della Lega, è in netta contrapposizione con della maggioranza, in particolare dei dem. “Il dialogo con il Pd è sempre stato “corretto, sincero e autentico”, ha chiarito, ma “dispiace” che sul tema delle spese militari “non ci troviamo sulla stessa posizione: avremo modo di discutere”. Poi ha precisato: “Se il Pd sarà al nostro fianco ci farà molto piacere, altrimenti ne prenderemo atto. Se sul salario minimo il Pd sarà con noi ci farà piacere, se si orienterà diversamente ne prenderemo atto”.

Infine, in conferenza stampa l’ex premier ha parlato del risultato della consultazione online tra gli iscritti del Movimento, un referendum che lo ha consacrato presidente dei 5 Stelle dopo la decisione del tribunale di Napoli di sospendere i vertici del partito. “C’è molta soddisfazione per questa votazione, tenendo conto che era la ripetizione di una votazione già fatta – ha chiarito Conte – Quasi 60mila votanti per una ripetizione è significativo. È stata un’ottima risposta della nostra comunità, sono soddisfatto”. Poi, parlando dell’ipotesi della creazione di una sua lista in vista delle elezioni politiche del 2023, ha assicurato: “Non lavoro per una lista con il mio nome, lavoro per il M5S”.

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