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Dopo il G7, la Cina rilancia l’intervista a D’Alema: “Il comunismo ha un grande merito storico”

La Republica News
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Pechino festeggia quest’anno i cento anni dalla fondazione del Partito comunista cinese e, tra le tante iniziative autocelebrative presenti sui social media, c’è anche un’intervista a Massimo D’Alema, che elogia gli “straordinari” progressi compiuti dal Paese. L’intervista, rilasciata due giorni fa a Roma a New China Tv, è rilanciata su Twitter dalla portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, in passato finita al centro delle polemiche per avere postato un video il cui montaggio manipolato lasciava intendere che nelle strade di Roma gli italiani avessero suonato l’inno cinese, intonando “Grazie Cina”, per gli aiuti ricevuti durante la prima ondata del Covid.

L’ex premier italiano, davanti alle telecamere dell’emittente cinese, parla del modello occidentale che “è diverso dalla Cina. Ma io credo che lo sforzo principale debba essere quello di riprendere la via di una forte collaborazione”, spiega l’ex premier, lanciando un messaggio che appare nettamente controcorrente rispetto alle conclusioni del recente vertice del G7.

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Poi rievoca una sua visita a Pechino nel 1978, quando era segretario del giovani comunisti italiani. D’Alema elogia quindi lo “straordinario salto verso la modernità e il progresso” compiuto dalla Cina, che, sottolinea, “è il grande merito storico del Partito comunista cinese”.

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Per D’Alema, “la cosa più importante che la Cina è riuscita a fare è fare uscire almeno 800 milioni di persone dalla povertà. È un risultato straordinario. Mai nessun Paese nella storia dell’umanità – sostiene – è riuscito a realizzare una così immensa trasformazione della vita delle persone”.

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L’ex premier, nell’intervista passa poi ad affrontare “i problemi del dopo pandemia”, dalla ripresa economica ai cambiamenti climatici. “Tutto questo – sostiene D’Alema – richiede una forte collaborazione internazionale, direi un salto di qualità nella collaborazione internazionale”. Il modello occidentale “è diverso dalla Cina”, rileva D’Alema. Ma io credo che lo sforzo principale debba essere quello di riprendere la via di una forte collaborazione”, conclude l’ex premier, lanciando un messaggio che appare nettamente controcorrente rispetto alle conclusioni del recente vertice del G7.



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