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Dopo Ilva, Terni e Piombino: le fabbriche dell’acciaio tornano in mani italiane

ROMA –  Verso un acciaio totalmente made in Italy. Il nuovo scenario potrebbe concretarsi in meno di un anno, ponendo fine alla stagione delle multinazionali straniere. Le tre capitali storiche della siderurgia – Taranto, Terni e Piombino – passeranno di mano: a maggio del 2022, in base agli accordi, Acciaierie d’Italia (la ex Ilva) sarà sotto il controllo di Invitalia (lo Stato); entro settembre il colosso tedesco ThyssenKrupp deciderà a chi consegnare la trattativa in esclusiva per la Acciai speciali Terni, e al momento si profila un testa a testa tra i gruppi Arvedi e Marcegaglia; infine Piombino, dove non è mai decollato il rilancio targato Jindal e, mentre anche lì si prospetta un affiancamento pubblico…

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