Draghi: “Inaccettabile morire sul lavoro. Fare di più per la sicurezza”. Green pass e nuovo decreto anti-Covid. “Non possiamo sapere che basti”

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 “Ci sono tutti i problemi che riguardano il lavoro, c’è stata una riunione con il ministro del Lavoro, c’è una cosa che sta a cuore a tutti noi e a me in particolare: cercare di fare qualcosa per migliorare la situazione inaccettabile sul piano della sicurezza sul lavoro”. Mario Draghi saluta in maniera informale i giornalisti a Palazzo Chigi e fra le altre cose parla dell’interesse del governo a evitare che i lavoratori muoiano in fabbrica o nei cantieri. Come è successo di recente, ancora una volta, a Modena. Lì è morta Laila El Harim. “In questa circostanza – dice Draghi – vorrei anche rivolgere un pensiero commosso, affettuoso, a tutti coloro che le volevano bene. Due mesi fa era Luana D’Orazio. E’ stato fatto molto su questo piano ma occorre fare molto di più, evidentemente”.

Solo dopo, il premier è passato a commentare lo stato dell’economia italiana, dicendosi molto soddisfatto. Ma, è il monito di Draghi, non si può ancora abbassare la guardia nella lotta al Covid. Con l’invito al Paese a fare l’ultimo passo. “Le cose per l’economia italiana vanno bene e si spera che vadano anche meglio: agli italiani voglio dire: perché le cose migliorino, vaccinatevi e rispettate le regole”.

Il presidente del Consiglio rivendica alcuni risultati raggiunti: “Non voglio celebrare successi, però va detto che l’Italia ha inoculato più dosi per 100 abitanti, rispetto a Francia, Germania e Stati Uniti. Occorre che questo sforzo continui”. Ricorda anche che “un celebrato istituto di ricerca aveva previsto per la metà di luglio 1700 morti al giorno e ce ne sono stati sette, otto.

“E’ una situazione fluida: dobbiamo essere sicuri di avere fatto tutto per evitare che la pandemia si aggravi” ha aggiunto il premier, all’indomani del nuovo decreto che estende l’obbligo del certificato verde da settembre per i docenti, per gli studenti universitari e per chi usa trasporti a lunga percorrenza. “Che poi questo basti – ha continuato – non lo sappiamo: tutto quanto viene fatto sulla base delle evidenze dei dati di oggi. Ma – ha sottolineato – ci siamo presi l’impegno, tutti, che la scuola debba ricominciare assolutamente in presenza”.

“A parte questo – ha proseguito il premier – se riusciamo a essere sicuri di poter garantire sicurezza e fiducia per tutti gli italiani, si pensa che l’economia andrà sempre meglio, ma questo non deve farci dimenticare i problemi che restano all’interno di questa crescita molto elevata: l’occupazione, le aziende in crisi, la riforma degli ammortizzatori sociali, la questione della sicurezza sul lavoro, l’agenda del Pnrr, la delega fisco, la delega concorrenza: insomma, la lista è lunga”.

Il presidente del Consiglio aggiunge: “Ieri ho ringraziato i ministri per il lavoro che stanno facendo e per la determinazione che hanno avuto in questi sei mesi nel disegnare, implementare e attuare l’agenda del governo. Ora ci prendiamo due settimane di vacanza, tenendo ben presente che al rientro ci vorrà la stessa determinazione, se non maggiore, per affrontare quelle che sono le sfide, i problemi e le risposte che dobbiamo dare a problemi gravi e urgenti”.

Draghi parla poi del suo futuro, della durata del suo governo, della sua ascesa al Quirinale di cui tanto si parla. ” “Il governo vive perchè c’è il Parlamento che lo fa vivere e che legifera”, dice. “L’orizzonte è nelle mani del Parlamento, non posso esprimere visioni su questo: io sono qui, sono stato chiamato per far questo, cerco di farlo al meglio e poi vedremo”.

Il presidente del Consiglio affronta anche uno dei prossimi scogli che dovrà evitare nei prossimi mesi: la richiesta di Salvinie Renzi di cancellare il reddito di cittadinanza.”E’ troppo presto – dice – per dire se verrà ridisegnato, riformato, come cambierà la platea dei beneficiari. Quello però che voglio dire è che il concetto alla base del reddito di cittadinanza io lo condivido in pieno”.

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